Sergio Mattarella rilancia da Salamanca il ruolo centrale dell’Unione europea come presidio di pace, cooperazione e stabilità internazionale. Nel corso della lectio magistralis pronunciata presso Università di Salamanca, dove il Capo dello Stato ha ricevuto una laurea honoris causa, il Presidente della Repubblica ha tracciato una riflessione profonda sul presente geopolitico mondiale, richiamando le radici culturali e politiche del progetto europeo.
Aprendo il suo intervento con una citazione della filosofa María Zambrano — “La nostra anima è attraversata da sedimenti di secoli, le radici sono più grandi dei rami che vedono la luce” — Mattarella ha sottolineato la solidità delle fondamenta europee: “In queste fondamenta abbiamo fiducia: non cederanno agli attacchi di quanti vorrebbero smantellare la costruzione europea”.
Il Presidente ha poi richiamato lo spirito originario del progetto comunitario, ricordando il preambolo del Trattato di Parigi del 1951, che pose le basi della cooperazione europea nel dopoguerra: “Un’Europa organizzata e viva può apportare un contributo indispensabile al mantenimento di relazioni pacifiche”. Un principio che, secondo Mattarella, resta oggi più attuale che mai.
IL DISCORSO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Nel suo discorso, il Capo dello Stato ha lanciato un chiaro monito contro il deterioramento dell’ordine internazionale: “Tocca all’Europa saper dire di no”, ha affermato, riferendosi al rischio che il modello multilaterale venga sostituito da una logica di competizione e contrapposizione tra Stati.
Un passaggio particolarmente forte è stato dedicato ai conflitti internazionali in corso: dalla guerra in Ucraina alla crisi in Iran, Libano e nell’intera area mediorientale, segnata anche dalle conseguenze del sanguinoso attacco di Hamas del 7 ottobre 2023.
Secondo Mattarella, la moltiplicazione dei fronti di crisi e il riaffermarsi dell’uso della forza nei rapporti internazionali rappresentano una minaccia concreta alla stabilità globale.
Nel mirino anche il ritorno di forme di sovranismo assoluto e la crescente delegittimazione delle istituzioni internazionali: “Si assiste alla delegittimazione delle Corti Internazionali e dei loro giudici, negando il valore del diritto internazionale”, ha osservato, denunciando un indebolimento progressivo dei principi fissati dalla Conferenza di San Francisco.
Alla cerimonia era presente anche Felipe VI, con il quale Mattarella ha avuto un colloquio privato prima dell’evento. I due hanno poi passeggiato insieme nel centro storico della città spagnola, in un clima di grande cordialità istituzionale.
Un intervento, quello del Presidente italiano, che conferma la volontà di riaffermare il ruolo dell’Europa come argine politico e morale in un tempo segnato da tensioni, guerre e nuove fragilità internazionali




