Carl Cox, ANOTR, Solomun e Seth Troxler tra gli appuntamenti che hanno segnato il calendario della nightlife milanese

La Milano Fashion Week ha una seconda dimensione che comincia quando le passerelle si spengono. È quella della notte, dei club, dei grandi spazi industriali e degli eventi che negli ultimi anni sono diventati parte integrante della settimana della moda.

Anche quest’anno il calendario ha proposto una sequenza di appuntamenti capaci di attirare un pubblico internazionale e molto diverso per età e gusti musicali. Grandi nomi della scena elettronica, format internazionali e realtà più giovani si sono alternati in alcuni degli spazi più riconoscibili della città, trasformando le serate della Fashion Week in un appuntamento parallelo rispetto a quello delle sfilate.

CARL COX A CARROPONTE

Il 19 settembre, al Carroponte, è arrivato Carl Cox con il suo format Carl Cox Invites. L’evento ha rappresentato una scommessa importante anche per Andrea Di Pietro, agente di Carl Cox e professionista attivo da anni nel settore degli eventi musicali.

La scelta di portare il format al Carroponte, in uno spazio capace di accogliere un pubblico molto ampio, ha prodotto una risposta significativa con oltre 10.000 presenze. Un risultato che ha trasformato la serata in uno degli appuntamenti più partecipati della Milano Fashion Week.

KEINEMUSIK AL DOCK22

Il 25 settembre il programma ha preso una direzione diversa. Nel pomeriggio è stato il turno di Keinemusik al completo sul palco del DOCK22 conRampa, &ME e Adam Portche ha aperto una giornata destinata a proseguire fino alle prime ore del mattino. “Say What”, pezzo iconico di Keinemusik feat. Chuala, ha prodotto sulle piattaforme digitali Instagram e TikTok migliaia di contenuti diventati virali in poche ore.

ANOTR AL VOLT CLUB MILANO

A partire dalla mezzanotte il pubblico si è spostato al Volt Club per gli ANOTR. Il duo olandese è tra i nomi che negli ultimi anni hanno conquistato maggiore spazio nella nuova scena house internazionale, grazie a un sound costruito su groove, influenze disco e una forte attenzione al dancefloor.

La loro presenza ha portato al Volt Club di Claudio Antonioli un pubblico particolarmente interessato alle nuove tendenze della club culture, in una serata proseguita fino all’alba. La formula ha permesso di passare dall’appuntamento pomeridiano di Keinemusik a una notte interamente dedicata alla musica, seguendo il ritmo tipico delle giornate più intense della Fashion Week.

SOLOMUN ALL’EX MACELLO

Il 26 settembre è stata invece la volta di Solomun all’Ex Macello, per un appuntamento firmato Vision Open Air.

L’evento è partito nel pomeriggio e ha trasformato l’ex area industriale di via Molise in un grande spazio dedicato alla musica. Insieme a Solomun erano presenti Fedele e Mautone, in una line up pensata per accompagnare il pubblico fino alla mezzanotte.

La scelta dell’Ex Macello ha dato alla serata una dimensione particolare. Gli spazi industriali della struttura hanno creato un ambiente molto diverso da quello di un club tradizionale, permettendo di costruire un’esperienza più vicina a quella di un festival urbano.

Anche il pubblico ha restituito questa caratteristica. La serata ha riunito persone appartenenti a generazioni diverse, accomunate dalla lunga storia di Solomun nella musica elettronica e dalla sua capacità di mantenere una forte presenza anche presso il pubblico più giovane.

SETH TROXLER AL VOLT CLUB MILANO

A mezzanotte la serata è proseguita al Volt Club, dove è arrivato Seth Troxler. Il dj e produttore statunitense, da anni tra i protagonisti della scena house e techno internazionale, ha chiuso la giornata con un set che ha riportato il pubblico nella dimensione più raccolta del club.

È stata una sequenza che ha fotografato bene la natura della nightlife durante la Fashion Week. Nel giro di poche ore si può passare da un grande spazio all’aperto a un club, da una platea di migliaia di persone a un dancefloor più raccolto, seguendo artisti affermati e nuove realtà della scena elettronica.

Il dato più interessante è forse proprio questo. La musica non rappresenta più soltanto il dopo delle sfilate, ma è diventata una parte autonoma della settimana della moda, capace di generare appuntamenti, pubblico e attenzione anche al di fuori del calendario ufficiale.

Milano, durante la Fashion Week, cambia quindi ritmo più volte nell’arco della stessa giornata. Alle passerelle e agli showroom si aggiungono i grandi eventi serali, i club e gli spazi industriali, in un calendario che mette insieme moda, musica e intrattenimento senza bisogno di confondere i rispettivi ruoli.

È una trasformazione che racconta anche la crescita della città come destinazione internazionale per la nightlife e la club culture e se le sfilate continuano a essere il cuore della Fashion Week, è dopo il tramonto che Milano mostra un’altra parte della propria identità.