La Famiglia che vive nel bosco quattro giorni fa è stata smembrata. Si attende che entro la prossima settimana l’avvocato presenti il ricorso. Intanto la decisione dei giudici ha scatenato l’odio social 

Una scelta che ha fatto discutere tutti: da una parte la decisione dei giudici dall’altra c’è la gente incredula e il mondo politico. Quattro giorni fa, a seguito di una segnalazione fatta in ospedale quando la famiglia gli si era rivolta per un’intossicazione, le pattuglie e le assistenti sociali si sono presentate per togliere ai due genitori i tre figli che sono stati portati in una struttura di Vasto.

Li hanno strappati ai loro genitori (al padre, la madre è andata con loro dopo una lunga mediazione, ndr) e al loro ambiente per vari motivi: dalla casa “fatiscente” alla questione medica, alla scolarizzazione e l’assenza di frequentazione dei coetanei. E adesso l’avvocato Giovanni Angelucci sta preparando il ricorso a partire dalla ristrutturazione della casa: un ingegnere ha preparato il progetto che prevede un vano in più per il gabinetto, che sarà collegato ad un sistema di fitodepurazione «suggerito e sovvenzionato dall’Unione europea». In più ci sarà una stanza per i bambini che sino ad ora dormivano nella stessa stanza dei genitori.

Sulla questione si è scatenata una polemica dal mondo della politica con Matteo Salvini che è intervenuto sull’argomento: “Farò di tutto perché quei tre splendidi bambini tornino a casa, fra le coccole di mamma e papà», ha pubblicato in un post. «È una vergogna, un precedente pericoloso e preoccupante, un trauma per una famiglia che ha scelto l’Italia per vivere serena […]”.

Intanto va avanti una sorta di assalto sui social contro la decisione dei giudici del Tribunale dei minorenni dell’Aquila per la decisione di dividere la famiglia che vive nel bosco in Abruzzo. Su Facebook si leggono frasi di questo tipo: «Il Tribunale dei minori è una fossa piena di vermi». Ed in particolare, il dito è stato puntato sulla presidente del collegio, Cecilia Angrisano, con offese e minacce.

Mentre l’Associazione nazionale magistrati si è espressa così: «C’è stupore e rammarico sul fatto che, in un clima così esasperato, i rappresentanti del governo insistano nella delegittimazione dell’Autorità giurisdizionale […]».