Parla il pilota italiano di F1
Lo sportivo del momento, al mondo e insieme a Jannik Sinner, è Kimi Antonelli. Il bolognese è leader della classifica di F1 e nella notte ha conquistato il quarto successo consecutivo in Canada.
Ne ha parlato a Corriere della Sera dopo la gara, in viaggio verso l’aeroporto.
Ripensando alle sue prime due stagioni, Antonelli spiega che il vero cambiamento è arrivato grazie all’esperienza accumulata in un solo anno: «L’anno scorso è come se avessi fatto tre anni in uno». I momenti difficili e quelli positivi, racconta, gli hanno insegnato molto e oggi si sente «più tranquillo, più in controllo della situazione e più consapevole del mio potenziale». Sottolinea anche il grande lavoro del team, fondamentale nella sua crescita.
Parlando della gara canadese, ricorda con soddisfazione il commento rivolto via radio al suo ingegnere Bono: «Finalmente una buona partenza». Antonelli conferma che i progressi sono arrivati grazie ad alcune modifiche tecniche che lo hanno aiutato a trovare la direzione giusta.
Sul duello acceso con George Russell, soprattutto dopo il contatto nella Sprint Race, il giovane italiano chiarisce che all’interno della squadra c’è libertà di correre, purché con rispetto: «Siamo liberi di correre, con rispetto». Ammette che alcuni episodi siano stati «un po’ borderline», ma ritiene importante aver affrontato il tema apertamente con Toto Wolff, perché nessuno desidera incidenti tra compagni di squadra.
La quarta vittoria consecutiva viene dedicata «a tutti i grandi sportivi italiani»: da Jannik Sinner a Marco Bezzecchi, fino agli atleti olimpici che hanno dato prestigio all’Italia. Un pensiero speciale va anche alla famiglia, al team e a chi lo sostiene da sempre.
Antonelli definisce il podio condiviso con Lewis Hamilton e Max Verstappen «un momento incredibile» che porterà sempre con sé, aggiungendo che entrambi i campioni «sono stati molto carini» nei suoi confronti.
Riguardo al rapporto con Russell, il pilota Mercedes riconosce che le dinamiche siano inevitabilmente cambiate, perché ora entrambi lottano per vittorie e titolo mondiale. Pur evitando di parlare apertamente di campionato, sottolinea di non voler rivivere tensioni simili a quelle del 2016 tra Rosberg e Hamilton, considerate dannose per la squadra.
Antonelli ammette poi di essere ormai convinto di poter battere Russell: «Sicuramente so che posso batterlo e so che posso vincere». Se in passato stare vicino al compagno era già un buon risultato, oggi — dice — «la musica è cambiata», anche se resta consapevole di dover continuare a migliorare.
Infine, facendo un bilancio delle sue quattro vittorie, spiega che ciascuna ha avuto un significato diverso: la prima in Cina resta speciale, Miami gli ha dato la maggiore soddisfazione sul piano della prestazione, Suzuka è stata favorita dalla safety car, mentre in Canada è orgoglioso di aver dimostrato di poter competere alla pari con Russell su una pista particolarmente favorevole al britannico. Pur felice del successo, confessa però che la vittoria di Miami gli aveva lasciato emozioni ancora più intense.




