Al Festival del Cinema di Roma Jovanotti è arrivato non per un nuovo album da promuovere o per un tour da annunciare. È arrivato con un film che non ha diretto, non ha montato e, cosa più sconvolgente per un maniaco del controllo come lui, non ha nemmeno voluto vedere prima.
Si chiama Lorenzo – L’incredibile avventura di Jovanotti e la frase che lo riassume tutta l’ha detta lui in conferenza stampa alla Festa del Cinema: “Non mi sento padre, ma figlio di questo film”.
Per capire la portata della frase bisogna conoscere Lorenzo Cherubini. Da trent’anni è l’uomo che decide tutto: la scaletta, le luci, la copertina, il font del disco. Questa volta ha fatto l’opposto. Ha consegnato sette anni di archivi, diari, VHS, cellulari e Super8 di famiglia a Dario Zonta e Carlo Zoratti e gli ha detto: fate voi.
E il risultato lo ha spiazzato. Si è ritrovato in sala a guardare un bambino che non ricordava di essere stato, a scoprire filmati girati da suo padre che non sapeva nemmeno esistessero. A sentirsi a disagio, come ha ammesso lui stesso.
È lì il punto più interessante. Oggi i documentari sulle popstar sono quasi tutti uguali: agiografie patinate, costruite per Instagram, dove l’artista si racconta come vuole essere raccontato. Jovanotti ha scelto la strada più rischiosa: farsi raccontare da altri. Sul red carpet ha sfilato con la famiglia e a supportarlo c’era anche Gianni Morandi con la moglie Anna.
Nel docufilm non si ritrova il Jova dei mega-palchi, ma il Lorenzo bambino.
“Nell’infanzia c’è il nostro futuro” aveva detto lanciando il progetto. Anche a Roma lo ha confermato, perfino citando il Pinocchio di Comencini: “Quello ero io e continuo a esserlo”. Il ragazzino di legno che scappa di casa per cercare il mondo. È ancora lì.
Poi ci sono i genitori. Lui che non ha mai amato le vecchie foto, che ha sempre guardato avanti, ora ammette che i ricordi di sua madre e suo padre “più passa il tempo, più diventano ingombranti”.
E infatti il film arriva proprio a 60 anni, in un momento di passaggio per l’artista che sta chiudendo, a suo dire, anche un cerchio professionale ed esperienziale.
Forse è questo il vero gesto rock del documentario che lo riguarda: a quasi 60 anni, mentre tutti costruiscono monumenti a se stessi, Jovanotti ha avuto il coraggio di demolire il proprio.
Lorenzo – L’incredibile avventura di Jovanotti sarà al cinema solo per una settimana, dal 26 novembre al 2 dicembre con Plaion Pictures. Non per celebrare una leggenda, ma per rimettere al centro una persona.
Foto @romacinemafest




