Mentre tutti inseguono il Summer Party più grande, Lorenzo Cherubini ha scelto la strada più piccola. L’ha chiamata Jova Giro.
L’idea, come ha raccontato l’artista in video, in sella con il fiatone, gli è venuta ripensando al Cantagiro degli anni ’60. Quando non esistevano tour bus e hospitality, ma ogni artista arrivava con il suo mezzo personale per cantare. Una 500, una Vespa. Lorenzo ha scelto la bici.
E così il suo concerto non è più un posto dove andare. È un viaggio che ti viene incontro raccontando l’Italia.
Un viaggio che, come scrive lui stesso, serve a “uscire dalle autostrade e attraversare le aree interne dell’Italia sulle provinciali e le vecchie statali, quel viaggio in Italia che facevano Goethe, Stendhal e D.H. Lawrence, che qui andavano fuori di testa e scrivevano capolavori.”
IL DIARIO DI BORDO REALE
Tante tappe per il mega concerto estivo di Jovanotti, accompagnate da un viaggio in bici che racconta giorno per giorno, il percorso per raggiungere la meta di ogni concerto, tra gente semplice, in un’Italia vera. Lorenzo Cherubini documenta spaccati italiani meravigliosamente genuini e lo fa a suo modo: con la profonda semplicità, attraversando le regioni dello stivale, tra fatica e pit stop con tanto di rifocillamenti culinari, strette di mano e bagni in mare.
“Buongiorno gente! L’avventura continua! km km km Siamo arrivati in Basilicata, entrando a Matera, una delle città più antiche al mondo, unica. Da oggi ci aspettano molte salite e quindi molte discese e la gioia di pedalare lungo una ciclabile che mi dicono molto bella.”, scrive l’artista che ha percorso Matera, Pomarico, Pisticci, Tursi, Rabatana, annunciando la salita maestra di vita.
Questa è l’anima del Jova Giro. La foto con la maglia a righe, il braccio abbronzato, la stanchezza negli occhi: “A me la salita piace…la ‘salita maestra di vita’ e la bellezza cconquistata con un po’ di sudore che aumenta il suo sapore! Strade con pochissimo traffico e panorami che regalano continui wow wow wow. Avanti tutta verso Acri e poi Catanzaro. Tutto a 1600 metri di dislivello tappa dopo tappa. Non sono numeri per un ciclista professionista come Paolo Bettini che pedala con lui, ma sono numeri per un uomo di 57 anni che ha deciso che il successo si conquista ancora con il sudore. E con l’anguria a fine tappa, come scrive Jova.
Poi arriva la Calabria, con il parco nazionale della Sila, a 1500 metri di fresco.
Lorenzo si rinfresca a Catanzaro, senza backstage con l’aria condizionata, solo un bosco di pini.
Ed ancora il Gargano, a San Giovanni Rotondo.
Non una visita lampo per i social. Lorenzo si è seduto in convento dai frati Cappuccini, in silenzio, nei luoghi di Padre Pio. Ha ascoltato.
Prima ancora ha toccato la Puglia, ad Altamura, con pane, pomodoro e mani sporche di olio. Seduto su una sedia di plastica a spezzare il pane con chi quel pane lo fa alle 4 di mattina.
Prima ancora ha percorso l’Abruzzo, a Caporciano – Montesilvano.
La tappa lampo e il commento “Si suonaaaaaa!!! Circa 90 km in bici per essere “fresco sul palco”, detto a modo suo.
E prima ancora c’è stata Olbia, tappa del Jova Soundsystem e cuore della festa mobile iniziata da Jovanotti con la band al completo – Saturnino, Bdog, Noochie – pronti a regalare un concerto prima del concerto.
Questo è il Jova Giro. Non è Lorenzo che fa salire tutti sul suo palco. È Lorenzo che è sceso dal palco per salire sulla bici di tutti. Se dunque il Jova Summer Party fa ballare 30.000 persone, il Jova Giro fa innamorare una persona alla volta, un paese alla volta, una salita alla volta, fotografando il Paese tappa dopo tappa, tra musica e fatica, ma soprattutto con un gran sorriso.




