Lucca si è accesa ed ha ballato senza sosta al ritmo di Jamiroquai. Nella serata del 4 luglio oltre 20mila persone hanno riempito le gradinate delle Mura di via Carducci per la data più attesa del Lucca Summer Festival: il live di Jamiroquai. Un’onda umana che ha trasformato le mura rinascimentali in una grande pista da ballo.
Un pubblico da tutta Italia… e oltre
Dato curioso: solo il 3% dei biglietti è finito a residenti lucchesi. Il resto? Un esercito arrivato da ogni regione italiana, con una buona fetta anche da oltreconfine.
Significa una cosa sola: rivedere Jason “Jay” Kay dal vivo è un appuntamento che vale il viaggio. Per molti era la terza volta al Summer Festival dopo i sold-out del 2002, 2005 e 2011 in piazza Napoleone. Ma l’energia è sempre quella della prima volta.
Il funk senza tempo di Jay Kay
Sabato 4 luglio Jay è arrivato direttamente dalla Versilia, dove soggiornava, ed è entrato in centro storico solo per incendiare il palco. Setlist senza respiro: tutti i classici che hanno fatto scuola.
E qui va detto: lo stile musicale di Jamiroquai è risultato unico. Jay Kay non canta funk, lo respira. Mischia acid jazz, disco anni ‘70, soul e groove britannico con una scioltezza che pochi al mondo hanno.
La sua voce è uno strumento ritmico. Il basso di “Virtual Insanity” ti entra nelle ossa. Le tastiere di “Cosmic Girl” ti riportano dritto al 1996. È musica che non ha età: nata negli anni ‘90, ma oggi ballata dai figli di chi c’era allora. Intergenerazionale, come pochi.
Jay non segue mode. Le crea. E 30 anni dopo “The Return of The Space Cowboy” del 1994, il suo groove è ancora una lezione di classe.
Il look, l’energia: Jamiroquai è stile
Sul palco Jay mostra di avere stile in ogni senso: indossa una giacca sportiva viola elettrico, oltre al cappello che è un marchio di fabbrica. Con otto album alle spalle, l’artista ha l’aura del pioniere.
Il rapporto tra Jay Kay e Lucca, poi è speciale e il suo concerto lo conferma. Lui torna, la città risponde sempre presente. E ogni volta sembra la prima.




