Le parole del numero uno della FIGC
Il Presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio, Gabriele Gravina è forse quello che esce peggio dall’eliminazione dell’Italia nel match contro la Bosnia.
Ora, tutti chiedono la sua testa ma per ora non sono arrivate notizie di eventuali dimissioni. Nel post partita, inoltre, se non bastasse il risultato ha peggiorato la situazione con alcune dichiarazioni che stanno esplodendo sul web.
A domanda su come mai negli “altri sport” si vinca, ha risposta «il calcio è uno sport professionistico» mentre tutti gli altri sono «sport dilettantistici». In Italia, a oggi, gli unici sport professionistici sono calcio, basket, golf, ciclismo, motociclismo e pugilato.
“Negli sport dilettantistici si possono adottare scelte e decisioni che nel professionismo non è possibile, mi riferisco all’uso di giovani e under all’interno dei propri tornei – nota Gravina -. Per non parlare di quelli che sono sport di Stato, basti pensare allo sci”.
E poi cita, come esempio Arianna Fontana che in realtà non solo fa short track ma è l’atleta azzurra più medagliata ai Giochi Olimpici della stroria.
In più ci sono tanti sport, come tennis o pallavolo, per fare degli esempi che non sono “sport di Stato”, infatti i tesserati non appartengono a nessun gruppo sportivo militare, come accade per nuoto o atletica.
Poi, ha concluso: “la crisi è grande, bisogna ridisegnare il calcio: ma si parla della Figc come dell’unico attore, quando invece la federazione fa sintesi. Ci sono le Leghe, ci sono i club. Per questo serve una riflessione più grande, per cambiare le cose”.




