La nota dei proprietari

I coniugi Jacques e Jessica Moretti, gestori del locale Le Constellation di Crans-Montana, teatro del tragico incendio della notte di Capodanno, hanno rilasciato una nota in cui esprimono il loro profondo dolore e ribadiscono la piena disponibilità a collaborare con le autorità.

«Non cercheremo in alcun modo di sottrarci alle nostre responsabilità», scrivono i Moretti in un comunicato diffuso da Radio Télévision Suisse. «Siamo devastati e sopraffatti dal dolore – prosegue la nota –, i nostri pensieri sono costantemente rivolti alle vittime, ai loro cari che hanno subito un lutto così brutale e prematuro, e a tutti coloro che stanno lottando per la propria vita».

I gestori sottolineano anche di avere «piena fiducia negli inquirenti affinché facciano luce sulla vicenda» e confermano la loro «piena collaborazione» con le indagini in corso, dichiarandosi pronti a fare tutto il possibile per chiarire la dinamica dell’incendio e determinare le cause.

Parlando della tragedia, i coniugi aggiungono: «Nessuna parola può davvero descrivere la tragedia vissuta» e manifestano «profonda gratitudine e rispetto per le forze dell’ordine, i soccorritori e i sanitari, che sono intervenuti prontamente per limitare i danni e soccorrere i feriti». Infine, esprimono solidarietà anche verso i dipendenti del disco-bar, precisando che al momento non possono contattarli direttamente a causa delle procedure in corso.

Mancati controlli e tensione con il Comune

Il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud, ha ammesso che il locale non era stato sottoposto a controlli dal 2020. «I controlli periodici non sono stati effettuati tra il 2020 e il 2025. L’amministrazione comunale ha preso atto di questa situazione solo consultando i documenti consegnati al pubblico ministero. Ci rammarichiamo profondamente per questa situazione», ha dichiarato Féraud.

L’avvocato delle vittime, Romain Jordan, ha chiesto che il Comune sia messo sotto indagine: «La quantità di mancanze e lacune nei controlli solleva con urgenza la questione di un’inchiesta sul Comune». Jordan ha espresso costernazione per le informazioni rivelate dal sindaco, sottolineando che i suoi clienti hanno appreso «con grande sconcerto» la mancata supervisione.

Il legale ha inoltre respinto l’idea che il Comune si presenti come parte civile nel processo: «Che il Comune si consideri vittima equivale a privare le vere vittime di questa tragedia del loro status, il che è assolutamente inaccettabile in queste drammatiche circostanze», ha concluso.