‘Il rumore delle cose nuove’ il film che ha aperto ieri, 13 ottobre, la 21ª Festa del Cinema di Roma.
Il nuovo lavoro di Paolo Genovese è stato scelto come titolo inaugurale della kermesse all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, con cerimonia in Sala Sinopoli. Il Festival, prodotto dalla Fondazione Cinema per Roma presieduta da Salvatore Nastasi con la direzione artistica di Paola Malanga, andrà avanti fino al 25 ottobre.
L’annuncio è arrivato direttamente dal cast con il selfie diventato virale di Stefano Accorsi. Nella foto, scattata dietro le quinte dell’Auditorium, ci sono Accorsi insieme a Emanuela Fanelli, Claudia Pandolfi, Vittoria Puccini, Lino Musella, Edoardo Pesce e Claudio Santamaria.
Genovese, che torna a Roma dopo i successi di Perfetti sconosciuti, Follemente, Immaturi e Tutta colpa di Freud, porta sullo schermo il suo stesso romanzo del 2023. Lo fa con la sceneggiatura scritta a quattro mani con Igor Artibani, la fotografia di Fabrizio Lucci, il montaggio di Consuelo Catucci e le musiche di Daprinski. La canzone originale che dà il titolo al film è firmata da Brunori Sas.
Di cosa parla
Tre coppie diverse, che non si conoscono. Tre famiglie di Milano che hanno una cosa in comune: si sono costruite una gabbia fatta di abitudini e silenzi per non affrontare ciò che c’è fuori. Un perimetro rassicurante che tiene in ordine i sentimenti, fino a quando l’arrivo di un bambino e un evento inaspettato non fa saltare tutto, costringendoli a dire le verità nascoste da anni e a buttare ciò che è di troppo.
Prodotto da Lotus Production del Leone Film Group con Rai Cinema in associazione con Vice Pictures e Disney+, il film è distribuito da 01 Distribution e uscirà nelle sale italiane il 12 novembre 2026, dopo l’anteprima mondiale di ieri a Roma.
È il classico film corale di Genovese: poche case, tanti segreti, e quel rumore di fondo che fanno le cose nuove quando bussano, con un cast di attori collaudati, che si conoscono bene tra loro e assicurano affiatamento davanti alla macchina da presa, ma anche fuori. E la foto in ascensore di Accorsi, lo dimostra.
Foto @stefanoaccorsi




