La storica maison milanese riapre con Officina uno spazio che intreccia artigianato memoria e ricerca olfattiva

La storia di Satinine attraversa più di un secolo di profumeria milanese e torna oggi a respirare nel cuore della città in Via Giuseppe Mengoni dove si apre un nuovo capitolo dedicato alla creatività e alla cultura del profumo. Fondato nel 1883 da Lorenzo Usellini il laboratorio ha rappresentato per decenni una delle voci più originali nella scena olfattiva locale capace di sperimentare osservare la natura e trasformare le materie prime italiane in fragranze d’autore.

Il rientro di Satinine nella vita cittadina non è solo un gesto di continuità storica. È la scelta di riprendere un percorso interrotto affidata alla visione di Andrea Galletti figura di riferimento nel mondo della profumeria artistica e di Ridgely Cinquegrana manager con una lunga esperienza nel lusso internazionale. Insieme ridisegnano l’identità del brand riportandone alla luce l’eredità creativa che aveva dato origine a composizioni iconiche come Orchidea Nera e Caccia alla Volpe testimonianze di un’epoca in cui la profumeria era soprattutto artigianato e immaginazione.

Il nuovo spazio chiamato Officina traduce questa eredità in un ambiente che richiama la Milano più intima. Il progetto di Mara Bragagnolo guarda agli androni dei palazzi storici luoghi di transito ma anche di accoglienza e li reinterpreta con materiali che appartengono al territorio. Cotto lombardo ceramica lucida e vetro cattedrale dialogano con boiserie in rovere e marmo cardinale mentre l’acciaio satinato aggiunge un ritmo più contemporaneo. La luce disegnata da Martina Frattura avvolge ogni superficie con un bagliore morbido che restituisce al nome Satinine il senso letterale di una luminosità discreta.

L’apertura diventa anche l’occasione per presentare la nuova bottiglia firmata da Franz Degano. La sua silhouette recupera l’essenzialità degli anni Trenta ma la traduce in una forma più pura e funzionale. È un oggetto che racconta l’identità del marchio sospesa tra memoria e modernità.

Dal dieci dicembre Officina ospita la nuova collezione di fragranze tutte realizzate nel laboratorio interno con ingredienti naturali provenienti da cultivar italiane. Le formule valorizzano il carattere botanico del territorio privilegiando una profumeria che ricerca autenticità e trasparenza più che codici stilistici già codificati. Una direzione che si riflette anche nelle parole di Andrea Galletti che ricorda come la profumeria trovi la sua origine nei campi dove la natura guida il gesto creativo con la stessa precisione di un artista.

Il ritorno di Satinine riconsegna alla città un pezzo della sua storia profumiera e riporta l’attenzione su un modo di creare che unisce sperimentazione e radici culturali.