“Il Diavolo Veste Prada” punta sul marketing: arriva una capsule collection al cinema tra borse, portachiavi e bicchieri. A quasi vent’anni dall’uscita, il film torna a dettare tendenza. Ma stavolta non solo sul grande schermo. Per il rilancio della pellicola in sala e l’arrivo del sequel, la produzione ha scelto di giocare la carta del merchandise di design, trasformando l’esperienza cinema in una passerella di accessori. Così anche la moda esce dallo schermo!

La nuova linea, lanciata in collaborazione con catene di multisala europee e statunitensi, riprende l’estetica patinata del magazine Runway tra colori come nero e rosso imperante. Il pezzo forte è una tote bag rossa con portachiavi recante scarpa rossa in tacco 12. Funge da secchiello per Pop corn ed ha un costo medio alto: 79 euro circa. L’iconica borsa è già tendenza per chi vuole portarsi a casa un frammento del lifestyle Miranda Priestly.

Così il product placement diventa product experience, confermando come negli ultimi anni il cinema abbia riscoperto il merchandising come leva di engagement. Il Diavolo Veste Prada però alza l’asticella: non si limita a stampare il logo su una tazza ma ti promette di entrare al cinema uscendo con una borsa.

Gli influencer hanno già ricevuto il “Devil Wears Prada Kit” e lo hanno mostrato sui social dandogli viralitá.

La scommessa è mantenere l’allure. Il Diavolo Veste Prada punta su tirature limitate e design coerente con l’immaginario del film con accessori che Miranda approverebbe.