Un mese. Tanto si sono dati i partiti del centrosinistra per mettere nero su bianco le basi di una proposta comune di governo.
Per la prima volta l’alleanza si è ritrovata al completo. Al nucleo originario, composto da democratici, Cinque Stelle e Alleanza Verdi Sinistra, si sono uniti i riformisti di Italia Viva, Più Europa, Più Uno e Progetto Civico. L’obiettivo è chiaro: presentarsi uniti alle elezioni del 2027 contro il centrodestra. Il nome di chi sfiderà Giorgia Meloni per la guida del governo sarà invece deciso dalle primarie, attese entro febbraio.
Nel frattempo, il fronte comune si compatterà anche in Parlamento. La linea indicata dalla segretaria dem Elly Schlein è quella di un’opposizione dura sulla legge di bilancio, da riscrivere da cima a fondo insieme alle altre forze di minoranza.
Intanto Carlo Calenda ha annunciato la nascita di un terzo polo, “Il Centro”, pensato per raccogliere liberali, socialisti liberali, popolari e riformisti.
La prima riunione programmatica è durata poco più di due ore. Saranno attivati dieci gruppi di lavoro tematici, dalla difesa comune al lavoro, dall’immigrazione alla sicurezza, dalla scuola alla sanità fino all’intelligenza artificiale. I nodi più spinosi, pace ed economia, non avranno un tavolo dedicato, ma saranno assorbiti in ambiti più ampi. Alla fine del percorso, la sintesi sarà affidata a un confronto tra i leader.
Per ora al lavoro ci sono i capigruppo di Camera e Senato dei vari partiti, oltre ai responsabili programmatici delle formazioni più piccole. Bisognerà capire se questo cantiere riuscirà a diventare davvero una casa comune, e non solo un elenco condiviso.
La sfida dei progressisti è tutta qui: trasformare la somma delle parti in qualcosa di più grande. Il centro di Calenda, intanto, osserva e si organizza.




