Il nuovo film di Nanni Moretti è un viaggio attraverso città, ricordi e sentimenti. Da Roma a Torino, passando per San Sebastián e arrivando fino a Oslo: ecco i luoghi che fanno da sfondo alla storia con Jasmine Trinca e Louis Garrel.
Ci sono film nei quali le città sono semplicemente il luogo in cui accade una storia. E poi ci sono film in cui strade, palazzi, piazze e paesaggi sembrano diventare parte della narrazione, quasi fossero personaggi silenziosi.
Presentato in concorso alla 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, il film è una storia sentimentale costruita attraverso incontri, separazioni, ritorni e occasioni che sembrano ripresentarsi quando meno ce lo aspettiamo. Al centro ci sono Greta e Matteo, interpretati da Jasmine Trinca e Louis Garrel, due persone le cui vite continuano a sfiorarsi nel corso degli anni.
Per raccontare questa relazione, Moretti si sposta tra luoghi molto diversi. La produzione ha girato in Italia e Spagna, con riprese a Roma, Torino e San Sebastián. Nel film compare inoltre Oslo, che entra nella geografia della storia come una delle città attraverso cui si muovono i protagonisti.
Il risultato è una vera e propria mappa sentimentale dell’Europa.
Partiamo da Roma.
Non è una sorpresa trovare la capitale in un film di Nanni Moretti. Roma è da decenni una presenza fondamentale nel suo cinema: una città quotidiana e monumentale allo stesso tempo, capace di passare in pochi metri dalla dimensione domestica a quella urbana.
Per Succederà questa notte, il regista ha scelto anche alcuni angoli meno cartolineschi della capitale. Il set romano ha interessato, tra gli altri luoghi, il quartiere di San Saba, dove Moretti è stato fotografato al lavoro durante le riprese.
È una scelta significativa perché San Saba possiede un’identità molto particolare. Pur trovandosi nel cuore di Roma, conserva un’atmosfera quasi raccolta, fatta di strade residenziali, palazzi, giardini e una dimensione di quartiere che sembra lontana dal caos delle zone più turistiche.
Ed è proprio questa Roma quotidiana a essere particolarmente adatta alla storia raccontata dal film.
Qui non servono necessariamente monumenti celebri. Servono luoghi nei quali una persona possa vivere, lavorare, incontrare qualcuno, tornare dopo molti anni e ritrovare un ricordo.
La città diventa così una specie di archivio della memoria dei protagonisti.
Uno degli aspetti più interessanti di Succederà questa notte è infatti il rapporto tra la storia privata e gli spazi nei quali si svolge.
Il film non racconta un amore isolato dal resto della vita. Intorno a Greta e Matteo ci sono figli, genitori, matrimoni, amicizie, lavoro e nuove relazioni. Le loro esistenze procedono in avanti anche quando il loro rapporto sembra essere rimasto sospeso.
È una storia nella quale il tempo ha un ruolo fondamentale.
E Roma, con la sua stratificazione, sembra quasi essere la città ideale per raccontarlo.
Le strade cambiano, le persone cambiano, ma alcuni luoghi rimangono. E quando si torna in un posto conosciuto anni prima, può bastare un’immagine, una strada o un edificio per riportare a galla qualcosa che sembrava dimenticato.
Se Roma rappresenta un territorio familiare per Moretti, Torino è forse la location più curiosa e interessante della produzione.
Il regista ha girato nel capoluogo piemontese nel settembre 2025, portando la troupe nel centro storico. Le riprese torinesi sono durate circa una settimana e hanno coinvolto diverse location, sostenute da Film Commission Torino Piemonte.
Tra i luoghi utilizzati per il film ci sono l’Aeroporto Sandro Pertini di Torino-Caselle, l’NH Collection Torino Carlina, la chiesa di Santa Pelagia e alcune vie del centro, tra cui via San Massimo e le zone circostanti.
Non si tratta quindi di una presenza fugace: Torino è una delle città importanti nella costruzione visiva del film.
E c’è un motivo preciso.
Una delle location più riconoscibili è la chiesa di Santa Pelagia, all’incrocio tra via San Massimo e via Santa Croce.
È proprio qui che nel settembre 2025 la troupe di Moretti ha lavorato, attirando l’attenzione dei passanti e trasformando per alcuni giorni questa parte del centro torinese in un set cinematografico.
La scelta della chiesa acquista un significato particolare se si considera la fonte letteraria del film.
Succederà questa notte nasce infatti liberamente dai racconti contenuti in Legami dello scrittore israeliano Eshkol Nevo. Uno dei racconti, Campane, è ambientato proprio a Torino e contiene il riferimento a una chiesa, alle sue campane e alla musica dell’organo.
Il legame tra libro, città e film diventa quindi particolarmente interessante.
Torino non è stata scelta soltanto perché offriva una determinata atmosfera. La città è già dentro l’universo narrativo da cui Moretti ha preso ispirazione.
Anche altri luoghi torinesi hanno un rapporto diretto con il racconto di Nevo.
Nel testo originale compare, per esempio, piazza Emanuele Filiberto, con un’abitazione descritta vicino al centro e al mercatino delle pulci. Il racconto fa inoltre riferimento a via Garibaldi e alla zona di Porta Palazzo. Corriere Torino
Sono luoghi che restituiscono un’immagine molto diversa dalla Torino monumentale delle grandi piazze sabaude.
Qui emerge una città più vissuta: quella dei mercati, delle strade, dei negozi, degli edifici residenziali e delle persone che si muovono ogni giorno nello stesso quartiere.
Ed è proprio questa dimensione urbana, concreta e quotidiana, a essere particolarmente interessante nel film.
L’aeroporto di Caselle: quando il viaggio diventa parte della storia
Tra le location torinesi figura anche l’Aeroporto Sandro Pertini di Caselle.
Un aeroporto, per sua natura, è uno spazio cinematografico quasi perfetto per una storia costruita sugli incontri e sulle distanze.
È un luogo di partenze e arrivi, di persone che si salutano e altre che si aspettano. È anche uno spazio nel quale il tempo sembra funzionare diversamente: pochi minuti possono separare due persone che non si vedono da anni, oppure un volo può aprire improvvisamente una nuova fase della vita.
La presenza dell’aeroporto all’interno delle location del film si inserisce quindi molto bene nella struttura narrativa di Succederà questa notte, costruita proprio sull’idea di persone che continuano a incontrarsi e perdersi.
Un’altra location torinese documentata è l’NH Collection Torino Carlina.
Gli hotel hanno da sempre un ruolo particolare nel cinema. Sono luoghi temporanei: nessuno li abita veramente, ma per qualche ora o qualche giorno possono diventare casa, rifugio, punto d’incontro o luogo di passaggio.
In una storia come quella di Moretti, nella quale i personaggi attraversano periodi diversi della propria esistenza, un ambiente del genere può assumere un significato ancora più interessante.
La città, insomma, non viene utilizzata soltanto attraverso i suoi spazi pubblici. Anche gli interni contribuiscono a costruire quella geografia privata che accompagna i protagonisti.
Dall’Italia il film si sposta in Spagna.
Una parte delle riprese è stata realizzata a San Sebastián, città dei Paesi Baschi affacciata sul golfo di Biscaglia e caratterizzata da un rapporto molto forte con il mare.
Qui il tono cambia.
Se Torino porta con sé l’architettura urbana e la dimensione più raccolta del centro italiano, San Sebastián aggiunge luce, acqua, movimento e una dimensione internazionale.
È anche la città nella quale entra con particolare forza la musica.
Nel film è infatti presente un concerto di Bruce Springsteen, un momento che si inserisce nella storia dei protagonisti e che contribuisce a dare alla vicenda una dimensione più ampia.
La musica, del resto, è particolarmente adatta a una storia costruita sulla memoria. Una canzone può riportare immediatamente a una persona, a un’estate, a un viaggio o a un momento che sembrava ormai lontanissimo.
Anche al di là della storia raccontata dal film, San Sebastián possiede una naturale vocazione cinematografica.
La città è sede del prestigioso Festival Internazionale del Cinema di San Sebastián e presenta un paesaggio nel quale architettura, mare e vita urbana convivono in modo molto scenografico.
Per Moretti, che ha sempre avuto un rapporto molto personale con le città e con il loro modo di entrare nel racconto cinematografico, è un ambiente particolarmente efficace.
Non sorprende quindi che la Spagna sia diventata una delle componenti della geografia del film.
E poi c’è Oslo.
La capitale norvegese rappresenta la parte più settentrionale del viaggio dei protagonisti. Nel film la città entra in quella geografia sentimentale che, come ha osservato anche la critica, passa da Oslo a Torino, da San Sebastián fino alla Roma del Lungotevere, di San Saba e del Flaminio.
È un percorso che racconta molto più di uno spostamento geografico.
Le città diventano infatti tappe di una vita.
Una relazione può iniziare in un luogo, interrompersi in un altro e riemergere anni dopo completamente trasformata. I protagonisti portano con sé ciò che è accaduto prima, anche quando si trovano dall’altra parte dell’Europa.
Guardando l’insieme delle location emerge una struttura molto precisa.
Roma è la città della quotidianità e della memoria, quella più intimamente legata al mondo di Moretti.
Torino è la città delle architetture, delle campane, delle strade del centro e del rapporto più diretto con l’opera di Eshkol Nevo.
San Sebastián porta il mare, la musica e una dimensione internazionale.
Oslo amplia ulteriormente l’orizzonte e porta la storia verso il Nord Europa.
Non sono quindi semplicemente quattro sfondi differenti.
Sono quattro modi di raccontare il tempo.
Per capire la scelta delle location bisogna tornare alla fonte letteraria.
Succederà questa notte è liberamente ispirato alla raccolta Legami di Eshkol Nevo, dalla quale Moretti e le sceneggiatrici Federica Pontremoli e Valia Santella hanno ricavato personaggi, situazioni e suggestioni per costruire una nuova storia.
Non è quindi un adattamento tradizionale.
Moretti prende alcuni elementi della narrativa di Nevo e li riorganizza in una vicenda cinematografica che segue Greta e Matteo attraverso diversi momenti della loro vita.
Anche per questo la geografia è così importante.
I racconti diventano un film che si muove continuamente tra luoghi e tempi diversi, creando una struttura nella quale il passato e il presente finiscono per dialogare.
Forse, alla fine, la location più importante di Succederà questa notte non è una città.
È il tempo.
La storia procede attraverso salti temporali e mostra come le persone possano cambiare, costruirsi una famiglia, avere figli, intraprendere nuove relazioni e continuare, nonostante tutto, a portare dentro di sé qualcosa di irrisolto.
Le città servono a rendere visibile questo passaggio.
Una strada può essere la stessa, mentre la persona che la percorre è completamente diversa.
Un aeroporto può rappresentare una partenza, ma anche un ritorno.
Una chiesa può diventare un luogo di silenzio, mentre una piazza può trasformarsi nel punto esatto in cui una relazione prende una nuova direzione.
È questa la forza delle location del film.
Per chi volesse seguire le tracce di Succederà questa notte, il viaggio potrebbe partire da Roma, nel quartiere di San Saba, e proseguire verso Torino.
Nel capoluogo piemontese il percorso passa dal centro storico e da via San Massimo, arriva alla chiesa di Santa Pelagia e si allarga verso altre location come l’NH Collection Torino Carlina e l’aeroporto di Caselle.
Da Torino si può poi immaginare di proseguire verso la Spagna, fino a San Sebastián, per ritrovare il rapporto tra la città e il mare.
Infine Oslo, la tappa più settentrionale, completa quella che nel film diventa una vera e propria mappa europea dei sentimenti.
È forse questo il dettaglio più affascinante di Succederà questa notte.
Nanni Moretti non utilizza le città soltanto per mostrarle. Le utilizza per raccontare ciò che succede alle persone quando il tempo passa.
Roma, Torino, San Sebastián e Oslo diventano così luoghi della memoria, dell’attesa, degli incontri e delle seconde possibilità.
E se il titolo del film sembra promettere qualcosa che deve ancora accadere, le sue location raccontano invece tutto ciò che è già successo.
Perché, nel cinema di Moretti, il luogo non è mai soltanto il luogo.
È ciò che rimane quando le persone cambiano, quando le storie finiscono e quando, qualche volta, la vita decide di offrire una nuova occasione.




