I cinque momenti più rivoluzionari degli Oscar, cosa ci dobbiamo aspettare dal 2025?
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In vista della notte degli Oscar facciamo un salto indietro con alcuni dei momenti più memorabili di questa cerimonia che ogni anno ci regala dei momenti indimenticabili.
Eccone 5, che in un qualche modo hanno rivoluzionato anche la notte degli Oscar e il panorama del cinema americano.
Il primo momento, nel 1940, fu la vittoria di Hattie Mcdaniels, la prima vittoria di una donna nera agli Oscar.
Vinse come miglior attrice non protagonista, per il film “Via col vento”, dove interpretava la cameriera.
E a confermare quanto fu una vera e propria rivoluzione la sua vittoria, dato il periodo storico e l’avvento delle leggi razziali, c’è la parte più triste della storia, ovvero la postazione di Hattie.
Hattie Mcdaniels, a differenza di tutto il resto del cast, era seduta in fondo alla sala, da tutt’altra parte rispetto ai suoi colleghi, poiché, essendo nera, non era autorizzata a sedere con loro.
Quella vittoria, quindi, fu una vera e propria rivincita per l’attrice e un segno di orgoglio per tutte le donne nere americane.
1968, Alfred Hitchcock ricevette il Premio alla memoria Irving G. Thalberg, una categoria a parte, non sempre presente, destinata a produttori creativi, i cui lavori riflettono delle continue produzioni cinematografiche di alto livello.
Dopo aver ricevuto quel premio, sale sul palco, e le uniche parole che pronuncia sono: “grazie mille”, dopodiché se ne va.
Un gesto rock a suo modo, senza fronzoli e da vero artista, per sottolineare che lui non aveva altro da dire, voleva lasciar parlare i suoi film al suo posto.
Un gesto sicuramente originale, tanto da aggiudicarsi il discorso più breve mai stato fatto agli Oscar.
1973, il grande ritiro di Marlon Brando.
Marlon Brando, quell’anno Premiato per il suo ruolo nel film “Il Padrino”, non si presentò a ritirare la sua statuetta, ma mandò Sacheen Littlefeather, Piccola Piuma.
Un’attivista nativo americana, che spiegò la decisione di Marlon Brando come un modo di mettere in luce il trattamento non corretto, da parte dell’industria del cinema americano, nei confronti degli Indiani d’America.
Un gesto di forte, di presa di posizione e di coscienza, non scontato in un momento che poteva semplicemente essere autocelebrativo.
Un gesto che è entrato nella storia.
1978, Woody Allen, viene candidato in più categorie con il film “Io e Annie”, e ne vinse ben 4.
Però non si presentò alla serata e neppure a ritirare i premi o a tenere discorsi, dato che si è sempre dichiarato contrario all’arte come competizione.
E dichiarò che a lui non interessava che qualcuno considerasse il suo film migliore rispetto a un altro.
Poi ci scherzerà sopra, come suo solito, dichiarando di aver avuto un impegno, ovvero le prove con la sua band jazz, nettamente più importanti che una cerimonia come quella degli Oscar.
L’unico momento della sua carriera in cui mise piede alla cerimonia fu il 2002, quando approfitto di quel momento per poter parlare di New York dopo i fatti dell’11 settembre dell’anno precedente.
Quello fu l’unico momento, dimostrando la sua coerenza nel ritenere inutile una cerimonia che mette in competizione opere e artisti.
Quinto e ultimo momento, ma non per importanza, è un salto più nel contemporaneo, siamo nel 2017, quando venne erroneamente proclamata la vittoria sbagliata.
Venne annunciato “La La Land” come miglior film, al posto di “Moonlight”.
Dunque il regista, gli attori, le attrici, tutti salgono sul palco a festeggiare, seguiti da un forte applauso, iniziano i discorsi di ringraziamento, e sul più bello si rendono conto di aver sbagliato la nomina, e che il vero vincitore di quell’anno era “Moonlight”.
A quel punto sul palco li raggiungono il regista, gli attori e le attrici del vero film vincitore dell’oscar, ritrovando tutti sul palco, assieme, a ridere dell’accaduto.
Rendendo un momento potenzialmente triste e imbarazzante, un vero momento di gioia, risata e condivisione.
Dimostrando quanto questa cerimonia sia solo un pretesto per condividere una serata all’insegna dell’arte e dello spettacolo tutti insieme, a discapito della vittoria definitiva.
Ecco quindi 5 momenti che ci hanno insegnato qualcosa attraverso il cinema e attraverso quel palco, chissà cosa ci lascerà quest’anno.