Dopo il passaggio tv, la fiction della Garbatella riparte dallo streaming. Amendola lo dichiara all’Ansa: “Lì avrà lo spazio giusto”.

I Cesaroni – Il ritorno da lunedì 29 giugno approda su Netflix. Un trasloco che per Claudio Amendola vale più di un semplice cambio di piattaforma: è l’occasione per far respirare la serie lontano dai vincoli del palinsesto e intercettare un pubblico che la tv tradizionale fatica ad agganciare.

Il tema degli ascolti ha fatto discutere. La fiction è arrivata in tv dopo una lunga serie di rinvii: la data è slittata più volte, da ottobre fino ad aprile. Un andirivieni che ha confuso gli spettatori e disperso parte dell’attenzione costruita nei mesi precedenti. Secondo Amendola, però, i numeri vanno letti con occhi nuovi. Oggi il metro non è più solo l’Auditel: “I dati davvero importanti sono quelli di Infinity, che sono pazzeschi, e quelli che vedremo su Netflix”. Lo streaming, dice, rispetta di più chi guarda. Niente orari fissi, niente blocchi pubblicitari infiniti. Le nuove generazioni guardano così, ma ormai anche gli adulti si sono abituati a scegliere quando e come vedere una serie.

Netflix diventa quindi il banco di prova per capire il peso reale di I Cesaroni fuori dalla logica del prime time alle 22:30. E il futuro potrebbe passare proprio da lì: “Ne stiamo parlando con Netflix”, ammette Amendola, lasciando aperta la porta a una nuova stagione.

Tra le note a margine, anche il caso Centioni. L’attore aveva lamentato poco spazio per il suo personaggio. Amendola prende le sue difese e ammette che la gestione del ruolo è stata un errore. Una presa di posizione netta, ma isolata: nel racconto, le sue dichiarazioni sono poche e mirate, perché il discorso resta sul passaggio di I Cesaroni dalla tv allo streaming.

Se la Garbatella ritroverà nuova linfa su Netflix, lo diranno i dati delle prossime settimane. Intanto la serie si gioca una seconda chance, lontano dagli slittamenti e più vicina alle abitudini di chi guarda le serie oggi.