Siamo giunti alla fine del 2025, ed è arrivato il momento di trarre le fila di quest’anno e, come da tradizione, di nominare i film che più ci hanno colpito.

Quest’anno lo ammetto, non è stato semplice fare un elenco, ho visto una marea di film, molti belli, molti brutti, ma pochi mi hanno lasciato qualcosa.

Però, ci ho pensato bene, a lungo, ed ecco a voi i 10 film più belli del 2025.

Ovviamente l’ordine è casuale, non è dal migliore al peggiore, ognuno ha la sua forza e importanza artistica.

 

Ci tengo a specificare che sono le uscite del 2025 in Italia, quindi alcuni di questi film sono usciti nel 2024 in America.

Ma considerabili uscite del 2025 in Italia.

 

 

Ma partirei proprio con The Ugly Stepsister di Emilie Blichfeldt. Regista e sceneggiatrice.

Il mio preferito dell’elenco, quello che appena iniziato mi ha catturato il cuore.

Un adattamento, in chiave horror, della fiaba di Cenerentola.

Con un uso del grottesco che diventa linguaggio poetico, disturbante e irresistibile. Un film che trasforma il corpo e l’eccesso in una riflessione feroce sull’identità.

Punti di forza: i costumi, la fotografia, i paesaggi e la bravura delle attrici, che ti tengono incollata fino all’ultimo secondo.

 

Una scoperta è stato proprio Weapons di Zach Cregger.

Un film horror che ne esce bene.

Ultimamente era abbastanza impossibile trovare un film horror fatto bene.

Cliché su cliché.

Pochi colpi di scena, poca paura, poca originalità.

Weapons è tutto il contrario.

Ti tiene incollato fino alla fine e ribalta tutte le carte che ti eri prefigurato fino a quel momento.

Se ami gli horror questo è assolutamente da vedere.

 

Passiamo poi a Frankenstein di Guillermo del Toro, che reinventa il mito creando un mondo visivo e emotivo potentissimo.

Un Frankenstein che parla di creazione, mostruosità e umanità con rara sensibilità.

Con una fotografia pazzesca e una recitazione da Oscar.

 

Si passa poi a un film di animazione, che peró non è affatto da bambini, e si rivolge proprio a un pubblico adulto: Zootropolis 2 di Byron Howard e Jared Bush.

Dietro il colore e l’ironia, un discorso sorprendentemente lucido sulla gentrificazione e sull’esclusione. Gli animali diventano lo specchio perfetto delle nostre città e delle loro contraddizioni.

Dove i serpenti interpretano lo straniero spaventato e isolato da una società che pensa solo ai propri interessi.

Bello, profondo, arguto.

 

 

Per continuare con l’animazione, un film del 2024 uscito da noi nel 2025.

Un film che ha vinto l’Oscar come miglior film di animazione.

Un film indipendente: Flow di Gints Zilbalodis.

Attraverso gli occhi di un gatto, il film parla di paura, cambiamento e abbandono. L’acqua diventa metafora del lasciarsi andare al flusso della vita.

 

Non si può poi non citare No Other Land.

Che è un film documentario del 2024 diretto, prodotto, scritto e montato da un collettivo israelo-palestinese formato da Basel Adra, Yuval Abraham, Rachel Szor ed Hamdan Ballal.

Un film che è arrivato a vincere quest’anno gli Oscar come miglior documentario.

Un film che fa piangere, ma fa anche pensare.

Un film che, dopo averlo visto, ti fa stare in silenzio per ore.

Un racconto puro, di una guerra, di una violenza, di un genocidio, ma soprattutto della storia e della paura che vivono tantissime persone in quelle terre.

La storia che i Palestinesi stanno vivendo in questi anni, e non solo, raccontata con estremo coraggio.

Un film che va fatto guardare a chiunque.

 

Die My Love di Lynne Ramsay, con Jennifer Lawrence e Robert Pattinson.

Un ritratto crudo e necessario della depressione post partum, privo di consolazioni. Il dolore è messo in scena con una sincerità che disarma e resta addosso.

La rappresentazione fatta a film di cosa può essere vivere nello sconforto più totale e sentirti sola al mondo.

Un film che affronta un tema poco citato e lo fa con le giuste chiavi di lettura.

 

Rimanendo sempre sul tema della maternità, non si può non parlare di Giovani Madri dei fratelli Dardenne.

La maternità raccontata nella sua forma più fragile e acerba. Un film che osserva senza giudicare, restituendo tutta la complessità dell’essere troppo giovani per essere pronte.

Una maternità immatura, un gioiellino che solo i due fratelli, con la loro sobrietà e raffinatezza potevano creare.

 

Passiamo poi, cambiando tema, a Emilia Perez di Jacques Audiard.

Candidato agli Oscar per varie categorie.

Un musical che si fonde con il thriller e il racconto criminale in modo sorprendente. Una narrazione audace che usa la musica per raccontare violenza, identità e potere.

Canzoni iconiche che sono entrate nell’immaginario mainstream.

 

E per ultimo, ma non per importanza, Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson.

Con una magistrale interpretazione di Leonardo di Caprio.

Un racconto stratificato sulla resistenza, intima prima che politica. La lotta diventa quotidiana, fatta di scelte, ferite e memoria.

Con attori che danno il meglio di sé, rendendo il personaggio un panno che veste perfettamente su di loro.

 

Una nomina speciale, non in elenco, va a Avatar 3, visto proprio pochi giorni fa, che mi ha stupita per l’estrema capacità di utilizzo della CGI, la bravura degli attori, di recitare anche sott’acqua, e la sceneggiatura.

Pecca notevole, che me l’ha fatto escludere dall’elenco, i dialoghi, un po’ carenti e banalotti.

Per il resto, come tutti gli Avatar, un gran filmone, che va apprezzato al cinema.