Un post di ringraziamento e un abbraccio a Luca Signorelli, l’eroe di Modena per il quale è stata proposta da Tajani una medaglia al valore.
Giorgia Meloni, in visita con Mattarella presso gli ospedali di Modena e Bologna per incontrare i feriti travolti in centro città a Baggiovara, abbraccia l’uomo che ha sfidato il pericolo a Modena e sui social scrive: “Grazie Luca. Ciò che rende eroica una persona normale è l’istante in cui il cuore sceglie di fare il bene, anche quando questo comporta un rischio. Gli eroi, in fondo, non sono persone straordinarie: sono uomini e donne comuni che, in un momento decisivo, mettono ciò che è giusto davanti a sé stessi. Ed è proprio in quella scelta, così umana e così luminosa, che una vita normale diventa esempio e lascia un segno destinato a restare”.
Meloni prima stringe la mano a Signorelli e poi lo abbraccia. L’uomo ha la voce rotta dall’emozione e dichiara: “Ho voluto dimostrare che l’Italia non è morta”. Ha bloccato l’aggressore di Modena. Colpito alla testa dall’uomo armato di coltello, ha raccontato di aver visto molti passanti impauriti dalla scena. Poi ha commentato: “Era un dovere morale far vedere che l’umanità non è scomparsa. Quando succede qualcosa come questa, non ti fermi a pensare. Agisci e basta”.
Anche il Presidente della Repubblica esprime gratitudine all’uomo che intanto ha fatto da sprone ad altri passanti intervenuti per prestare aiuto ed evitare il peggio.
Il racconto di Signorelli sull’aggressione
“Mentre tento di soccorrere la signora con le gambe amputate lui scappa. Quindi l’ho inseguito, nel frattempo altre 4 o 5 persone mi sono venute dietro. È sparito dietro una pila di macchine e poi è risaltato fuori con un coltello in mano. Blaterava qualcosa ma non era italiano”, ha raccontato Signorelli poco dopo il fatto. “Mi sono arrivati due fendenti, uno al cuore e l’altro alla testa. È partita una colluttazione. Un fendente sono riuscito a evitarlo, l’altro l’ho preso. Poi gli ho bloccato il polso. E l’ho neutralizzato”. Sono le parole di Luca, che fornisce una dinamica precisa di quanto accaduto a Modena, messo in atto dal 31enne Salim El Koudri, affetto da problemi di disturbo schizoide di personalità.




