Nella giornata del primo luglio Palazzo Chigi ha fatto un salto nello Spazio. Giorgia Meloni ha ricevuto a Roma Luca Parmitano, astronauta italiano dell’ESA designato dalla NASA come pilota della missione Artemis III. Il lancio è fissato per il 2027 e punta all’orbita terrestre bassa, anche se inizialmente intendeva portare l’uomo sul suolo lunare, dopo più di 50 anni.

Durante l’incontro la Presidente del Consiglio ha espresso le sue congratulazioni per l’incarico. Un ruolo che Meloni ha definito motivo di vanto per l’intera Nazione e prova concreta dell’alto livello raggiunto dall’Italia nel settore spaziale.

Il momento più simbolico è arrivato a fine colloquio: Meloni ha consegnato a Parmitano l’esemplare ufficiale cromato, della bandiera tricolore, custodito a Palazzo Chigi. Non è una semplice bandiera. Viaggerà a bordo della capsula Orion di Artemis III come emblema dell’ingegno, della storia e dell’identità italiana nello spazio profondo. A sua volta l’astronauta ha regalato alla presidente la bandiera dell’ESA.

Parmitano non è un volto nuovo per le missioni. Con due voli sulla Stazione Spaziale Internazionale alle spalle è uno degli astronauti più esperti d’Europa. Ora lo attende la sfida più grande: guidare l’equipaggio che riaprirà la strada nell’orbita terrestre bassa, nell’ambito del programma Artemis.

Artemis III è la missione che doveva riportare esseri umani sul satellite nel 2027. Tra gli obiettivi: testare nuove tecnologie, preparare basi permanenti e studiare la presenza di acqua ghiacciata ai poli lunari. Invece servirà per l’attracco tra la navicella Orion con uno o più veicoli di atterraggio per astronauti (HLS) sviluppati commercialmente, che saranno lanciati separatamente dai rispettivi fornitori commerciali. E tra gli oggetti portati in orbita ci sarà anche il Tricolore, a rappresentare il contributo italiano alla missione spaziale.