Diciannove podi in un solo giorno e un bottino complessivo che sale a 54 medaglie: ai Giochi del Mediterraneo di Taranto è un dominio tutto azzurro.
Dopo tre giornate di competizioni, il vantaggio dell’Italia nel medagliere è netto e incolmabile. Gli azzurri guidano la classifica davanti a Turchia, ferma a 27, e Grecia a 20.
A dettare legge sono soprattutto due discipline: ciclismo e nuoto, dove la superiorità italiana è schiacciante. La mattinata di ieri si è aperta con un trionfo storico nella prova in linea femminile. Sul tracciato della Valle d’Itria con arrivo sul lungomare tarantino, Rachele Barbieri ha vinto allo sprint precedendo le compagne di Nazionale Martina Fidanza, seconda, e Barbara Guarischi, terza.
“Dispiace che il podio abbia solo tre posti – ammette la vincitrice al traguardo – perché oggi anche Elena avrebbe meritato una medaglia per quello che ha fatto. Questo oro lo dedico a lei, per l’impegno che da sempre mette al servizio della Nazionale, lavorando nell’ombra come ha fatto oggi”.
Una tripletta tutta italiana come quella delle cicliste azzurre è un evento rarissimo nella storia dei Giochi. L’ultimo precedente risale a Orano 2022, quando fu la Francia a monopolizzare il podio nella gara maschile su strada. Per ritrovare un tris azzurro bisogna tornare indietro fino ad Atene 1991, quando nel singolare maschile di tennis Stefano Pescosolido, Massimo Cierro e Paolo Pambianco occuparono l’intero podio. Il risultato di ieri ha anche un valore simbolico: è la medaglia numero 2500 dell’Italia nella storia dei Giochi del Mediterraneo, con un bilancio complessivo di 938 ori, 808 argenti e 754 bronzi.
Nel pomeriggio è toccato agli uomini scendere in gara, ma lo spartito non è cambiato. In fuga con il portoghese Gomes Antunes ci sono stati Tommaso Dati e Federico Iacomoni. A spuntarla è stato Dati. Completa il podio Iacomoni, che ha conquistato il bronzo. Dalla strada alla piscina il copione è identico. Su sei finali in programma, quattro portano la firma azzurra, per un totale di giornata di nove medaglie: 4 ori, 3 argenti e 2 bronzi. Salgono sul gradino più alto anche Noemi Cesarano negli 800 stile libero e Lisa Angiolini nei 50 rana. A loro si aggiungono le vittorie di Giada Alzetta e Alberto Razzetti nei 400 misti, rispettivamente al femminile e al maschile.
Arrivano gioie perfino dalla pedana: argento per Davide Filippini e bronzo per Giulio Lombardi nel fioretto maschile, più il bronzo di Irene Bertini nel fioretto femminile. Dalle bocce giungono altri due bronzi con Gaia Gamba e Diego Verganti.
Intanto vola anche il dato del pubblico. A dieci giorni dalla cerimonia di chiusura in programma il 3 settembre, è stato superato il tetto dei 135.000 biglietti venduti. L’impianto più gettonato è lo stadio Iacovone, che tra partite di calcio e cerimonie ha già staccato oltre 57.000 tagliandi, seguito dal PalaMazzola con circa 14.500 presenze per la pallavolo e dallo Stadio del Nuoto Torre D’Ayala, che tra pallanuoto e discipline acquatiche supera gli 11.000 ingressi.
Oggi in programma le finali di nuoto, bocce e lotta libera.




