Matteo Salvini affida ai social un video in cui annuncia un supporto in legge di bilancio per i genitori separati, presentato al MIT. “Stiamo facendo qualcosa che raramente è stato fatto: un contributo per mamme e papà separati o divorziati, che escono dalla casa di proprietà e devono anche pagare l’affitto. La casa è uno dei miei temi centrali”. Si parte da una misura concreta: 60 milioni di euro che il Ministero delle Infrastrutture ha stanziato per aiutare a pagare metà dell’affitto.

Un contributo che copre metà del canone per quei genitori che dopo una separazione devono lasciare casa, spesso continuando a pagare pure il mutuo.

“Un aiuto economico già da quest’anno, perché per me fare politica significa aiutare concretamente le persone in carne e ossa, al di là delle ideologie”, ha scritto il vicepremier. “Una misura che aiuterà tante famiglie e salverà tante persone”.

Salvini stesso però sa che 60 milioni potrebbero non bastare. Si aspetta una domanda “ben superiore” alla dotazione, tanto da averne già parlato con il ministro Giorgetti. Se le richieste saranno davvero enormi, ha assicurato, “già in questa legge di bilancio metteremo un’ulteriore quota”.

Accanto a questo intervento, ce n’è un altro molto più pesante per i conti della manovra e riguarda banche e assicurazioni.

Qui Salvini alza l’asticella. Per il leader della Lega “potremmo anche essere più ambiziosi e aspettarci almeno 5 miliardi”, sempre in modo “volontario, gioioso e spontaneo”.

Non una tassa, tiene a precisare, ma una “partecipazione delle banche” alla crescita del Paese. Un tema che “sarà presente” in manovra e a cui vuole arrivare “con un confronto positivo e costruttivo, senza mettere una norma”. Il ragionamento è che con utili attesi a 50 miliardi quest’anno, 5 miliardi sono “una cifra assolutamente sostenibile e rispettosa”.

Sulla trattativa interna al centrodestra, Salvini dice che “c’è un tavolo e spero ci arriveremo di comune accordo”, riferendosi alla posizione di Tajani. E segnala spiragli anche su un altro vecchio pallino della Lega, l’abolizione del canone Rai, dove ora vedrebbe “dei segnali” di convergenza con Forza Italia.

A chiudere il quadro, la stretta sui bonus. Il dipartimento Economia della Lega sta lavorando a un tetto per evitare “i furbetti del bonus” che ne cumulano 10-15, tanto che diventa “più conveniente andare a caccia di bonus che cercare un lavoro”. La proposta è un limite ai bonus legati all’Isee basso, “non per penalizzare nessuno” ma per includere chi oggi resta fuori.