Si aspetta l’udienza del 18 dicembre
L’ex procuratore di Pavia Mario Venditti torna a parlare del caso Garlasco e definisce l’attuale indagine su Andrea Sempio «un falso ideologico», ribadendo che «l’accusa di concorso con Stasi o con ignoti nell’omicidio della povera Chiara Poggi non esiste da nessuna parte, anzi risulta il contrario». Le dichiarazioni arrivano durante un’intervista al programma Ignoto X, mentre lo stesso Venditti è oggi indagato dalla Procura di Brescia per corruzione in atti giudiziari relativa all’archiviazione concessa nel 2017 a Sempio.
Secondo l’accusa, l’ex pm avrebbe ricevuto denaro dalla famiglia Sempio per favorire la chiusura del fascicolo. Nel registro degli indagati compare anche Giuseppe Sempio, padre di Andrea, per verifiche sull’ipotesi di corruzione.
Venditti, però, nell’intervista si concentra sulle indagini riaperte nei confronti del giovane: «La mia opinione, di uno che ha fatto per 44 anni il magistrato penale, è che l’attuale procedimento contro Andrea Sempio sconta un peccato originale. Ovvero la mancanza di una istanza di revisione che abbia portato alla revoca della sentenza di condanna contro Alberto Stasi: è da qui che occorreva partire». E aggiunge: «Il mio avvocato ha ragione quando dice che c’è un falso ideologico perché l’accusa nei confronti di Sempio di concorso con Stasi o con ignoti nell’omicidio di Chiara Poggi è assolutamente una cosa che non risulta da nessuna parte. L’autore dell’omicidio in via definitiva è Alberto Stasi, uno solo».
Immediata la replica dell’avvocata di Stasi, Giada Bocellari: «A me risulta che l’unica preclusione a procedere sia l’articolo 649 del codice di procedura penale. Ovvero l’impossibilità a procedere solo quando ci siano solo due presupposti: che si tratti dello stesso fatto e dello stesso soggetto. In questa nuova indagine si tratta dello stesso omicidio ma l’indagato è Sempio. Non vedo quindi dove sia l’improcedibilità».
Intanto l’inchiesta avanza. Il 27 novembre sono emersi i primi esiti della perizia della dottoressa Albani, incaricata di rivalutare le analisi eseguite nel 2014 sulle unghie di Chiara Poggi. La perita super partes ha rilevato una compatibilità tra l’aplotipo Y rinvenuto su due unghie della vittima e la linea paterna del profilo genetico di Andrea Sempio. Si tratterebbe di tracce riconducibili al suo cromosoma Y, e quindi alla linea maschile della sua famiglia.
Tutti i dettagli verranno illustrati nell’udienza del 18 dicembre.




