Le ultime sul delitto di Chiara Poggi

Emergono ulteriori novità sul delitto di Chiara Poggi, uccisa nell’agosto del 2007. Nelle ultime ore si è analizzata l’impronta numero 44, di una scarpa a righe nere verticali diversi rispetto alla numero 33.

Dell’impronta ne parlano oggi  2 luglio,  Il Fatto Quotidiano e Il Messaggero.  Il RIS di Cagliari ha riesaminato tutti i reperti della villetta di via Pascoli, concentrandosi su una nuova ipotesi riguardo ai movimenti dell’aggressore che avrebbe trascinato il corpo di Chiara Poggi giù per le scale della tavernetta. Al centro dell’analisi ci sono tre tracce chiave: l’impronta palmare 33, l’impronta 44 e la strisciata di sangue 97F. Secondo la Procura di Pavia queste tracce descrivono l’azione di una sola persona, probabilmente l’aggressore, che avrebbe lasciato segni con una mano insanguinata.

L’assassino si sarebbe sostenuto al muro con la mano destra (impronta 33), si sia spostato lungo le scale lasciando la 44 all’altezza dei gradini, e abbia sporcato di sangue il muro opposto (traccia 97F) mentre trascinava il corpo. Tuttavia, l’assenza di sangue in alcuni punti solleva dubbi sulla cronologia delle tracce, che potrebbero risalire anche a momenti precedenti al delitto.

Nonostante il numero elevato di impronte rilevate (una cinquantina su trenta fogli di acetato), i campioni non hanno fornito materiale genetico sufficiente per identificare profili DNA. Anche l’impronta 10, sulla porta d’ingresso, considerata potenzialmente decisiva, non ha restituito DNA utile: i valori rilevati non superavano lo 0,1 su una scala che arriva a 1.000.

Altri reperti contenevano solo il DNA della vittima. Unica eccezione: la cannuccia di una bevanda Estathé, sulla quale è stato rilevato il profilo genetico di Alberto Stasi, che ha sempre dichiarato di aver cenato con Chiara la sera precedente il delitto.

Intanto, la Cassazione ha respinto il ricorso contro la semilibertà concessa a Stasi, rilevando come il suo comportamento sia stato coerente con l’accettazione della condanna, pur continuando a dichiararsi innocente.