C’è un momento, nella vita di tutti, in cui le parole non bastano più. Quando perdiamo qualcuno che amiamo, ci ritroviamo sospesi tra quello che sappiamo e quello che non sapremo mai. È da qui che parte Francesca Barra.

La giornalista, scrittrice e volto noto della tv ha deciso di aprire un nuovo spazio, personale e profondo. Si chiama “Le cose che restano” e vivrà su Substack. Non un semplice blog, ma un luogo lento, dove prendersi il tempo di ascoltare.

Come spiega lei stessa nell’annuncio pubblicato su Instagram – un video informale, con un cappello rosso e lo sguardo diretto – il primo servizio a cui sta lavorando riguarda proprio questo: la perdita. Un tema che prima o poi ci tocca tutti, senza distinzione tra credenti e scettici.

Per farlo, Barra ha scelto di incontrare una persona che definisce dotata di una “sensibilità particolare”. A lei vuole porre le domande che, almeno una volta, ci siamo fatti tutti: dove vanno le persone che amiamo quando ci lasciano? Possono restarci accanto in qualche modo? Cosa rimane di un legame quando non possiamo più toccarlo, vederlo, chiamarlo? E cosa sappiamo davvero di quello che c’è oltre la vita?

La cosa più interessante è l’approccio. Francesca ci tiene a precisare che non vuole convincere nessuno, non vuole dare verità assolute. Al contrario, vuole tenere aperta la porta al dubbio, allo scetticismo, alle obiezioni. Vuole stare proprio in quel confine sottile tra ciò che è certo e ciò che è mistero. Ascoltare, domandare, cercare.

La sua è una scelta di campo molto chiara, anche linguistica: non a caso l’hashtag che chiude il suo messaggio è #lecoscherestano.

“Le cose che restano” diventerà quindi la sua casa digitale per interviste, storie e approfondimenti lunghi, quelli che meritano tempo e attenzione. Un progetto che chiede di essere sostenuto, letto e anche costruito insieme, perché – come scrive – “il nostro è un lavoro da sempre condiviso”.

E mentre apre questa nuova finestra più intima e spirituale, Barra non chiude le altre. Nei prossimi giorni la rivedremo in giro per l’Italia con il suo ultimo saggio “Il no che vorrei dirti” – il libro sul rapporto sempre più complesso tra giovani, smartphone, scuola, famiglia e intelligenza artificiale – a Pordenonelegge, al Tempo delle Donne di Milano, a Matera e nelle scuole. Continuerà a scrivere su L’Espresso e tornerà in tv.

Ma lo farà con una consapevolezza nuova, che è poi il manifesto di questo nuovo progetto: non tutto merita il nostro tempo e la nostra energia. Quello che resta, sì.