Gerry Scotti inaugura il palco del Festival della Tv a Dogliani e riceve il Premio Fiat alla carriera.  Da qui lancia l’idea di una “Pax di Dogliani” con Stefano De Martino: accordo simbolico per chiudere l’access alle 21.30 e restituire ordine ai palinsesti. Lo conferma nell’intervista ad Alessandra Comazzi. “Io e Stefano De Martino siamo d’accordo che i nostri programmi debbano finire alle 21.30”, dichiara il conduttore.

I numeri che difendono la tv generalista
Sul palco della kermesse di Dogliani, organizzata dal 29 al 31 maggio, Scotti parte dai dati: con La Ruota della Fortuna e De Martino con Affari Tuoi “ci sono sere in cui facciamo insieme 12 milioni di telespettatori tra le 20.30 e le 21.30”. Tradotto: “Se c’è offerta, il pubblico c’è ancora”. Per lui la tv generalista è tutt’altro che finita, basta proporre contenuti che tengono incollati.

L’access non è solo un problema Mediaset
Sul nodo della durata dell’access, Scotti frena chi chiede sacrifici solo al privato. “La Rai ha il canone, le piattaforme hanno gli abbonamenti. Un editore commerciale vive solo di pubblicità” ha spiegato riferendosi a Mediaset. “Perché dovrebbe essere il primo a fare un passo indietro proprio adesso che gli ascolti funzionano?”. La soluzione, ribadisce, può arrivare solo da un patto tra tutti gli operatori.

Dopo il Festival: La Ruota confermata tutta l’estate
Nelle ore successive al Festival sono arrivate le conferme ufficiali: La Ruota della Fortuna non si ferma. Scotti aveva già anticipato: “Sapevo dal primo gennaio che avrei fatto la ruota tutta l’estate”, smentendo i rumor di stop circolati nei giorni scorsi. L’ironia non manca: “È bastato che dicessi ‘faremo compagnia tutta l’estate’ e il giorno dopo è uscito: ‘Scotti furioso, vuole restare in onda’”. La linea è chiara: “Se non c’è un altro titolo che gira come La Ruota della Fortuna, allora continui a girare la ruota”.

Mediaset, fedeltà e niente fiction
Nel dialogo torna anche il rapporto con Mediaset. Scotti ammette una quota di “pigrizia”: “Sono nato e cresciuto nell’aia di Mediaset”. Ma il punto vero è un altro: “Mi hanno sempre proposto le cose giuste al momento giusto, senza costringermi a guardarmi intorno”. Conclusione: “Non ho mai dovuto scegliere se andare altrove”. E rivendica una rarità nella tv di oggi: “Le bandiere forse non esistono più, però io sono contento di essere rimasto”. Sulle fiction chiude con una battuta: “Troppo faticose, meglio il Gerry Scotti firmato famiglie”.