Famiglia nel bosco, parla la tutrice dei bimbi in attesa dell’imminente udienza alla Corte d’appello dell’Aquila per decidere sul ricorso contro l’allontanamento dei figli
Era il 20 novembre scorso quando la famiglia è stata divisa. I tre bambini della coppia sono stati trasferiti in una struttura di Vasto con la madre, mentre Nathan Trevallion, padre dei tre minori, è rimasto da solo e oggi si dice molto più fiducioso, soprattutto dopo l’incontro di martedì scorso nella casa famiglia di Vasto con i rappresentanti dell’ambasciata australiana e gli assistenti sociali, in attesa dell’udienza alla Corte d’appello dell’Aquila dopo il ricorso contro l’allontanamento dei figli.
Nathan Trevallion spera di riunire la sua famiglia prima di Natale.
Da quel 20 novembre si è parlato molto della famiglia nel bosco e delle possibili soluzioni da adottare per aiutarli. Un imprenditore ha messo a disposizione gratuitamente il Bed-and-Breakfast di “nonna Gemma” per tre mesi, per permettere alla famiglia di eseguire dei lavori di ristrutturazione nella casa del bosco.
Una vita sospesa quella della famiglia Trevallion-Birmingham. Nel frattempo la tutrice Maria Luisa Palladino ha parlato dei bambini: «I bambini non sanno leggere, stanno imparando l’alfabeto. La bambina più grande, sotto dettatura, sa scrivere solo il suo nome. Nella struttura colorano, fanno i puzzle, interagiscono con gli altri coetanei e stanno capendo che le attività che stanno facendo sono per il loro interesse. Tuttavia, si stanno incastrando tasselli positivi. La mia relazione sarà redatta nell’interesse dei minori» ha spiegato Palladino.




