L’Eurovision Song Contest 2026 arriva al giro di boa. Chiuse le semifinali disputate nella serata di ieri, si conoscono le ultime dieci nazioni passanti alla gran chiusura di sabato 16 maggio.
Su su Rai1 Gabriele Corsi ed Elettra Lamborghini presenteranno Bulgaria, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Australia, Ucraina, Albania, Malta, Norvegia e Romania che si aggiungono alle dieci qualificate di martedì. In totale saranno 25 gli artisti in gara per aggiudicarsi la settantesima edizione del contest, Austria compresa in quanto paese ospitante. I cinque Big Five entrano direttamente in gara per la finale. Sal Da Vinci compreso.
L’Italia punta su di lui sperando che la ballad possa avere la meglio su performance da urlo portate sul palco dello stadio viennese.
Lo show di Sal alla Stadthalle ha strappato applausi e un colpo di scena con la sposa che ha mostrato il tricolore sotto l’abito. Il pezzo potrebbe però apparire troppo “tradizionale” per gli standard europei, pur piacendo a tutti.
All’Eurovision nulla è come sembra. Ogni anno emerge una nuova direzione preferenziale. Spesso vince la performance che alza l’asticella o il tormentone che mette d’accordo tutti. Dalla nostra, in quanto italiani, paghiamo il dazio di non poter votare il Paese di appartenenza, secondo le regole.
Il contest vive di un precario equilibrio tra spettacolo, tifo e geopolitica. I voti si incrociano, le alleanze pesano, e una giuria o un televoto possono cambiare tutto.
I bookmaker quotano in discesa la vittoria di Sal. Salgono invece le quotazioni per la Finlandia, sul palco con il duo Linda Lampenius e Pete Parkkonen e Liekinheitin. Lei, violinista, ha portato musica pura dal vivo.
Tra i nomi caldi c’è anche la Grecia con Akylas. Diventato virale su TikTok nel 2021, l’artista si è presentato in versione Garfield con orecchie e stivali di peluche arancioni. E piace a tutti con ‘Ferto’, brano martellante cantato addirittura sul monopattino.
Tra i preferiti rientra anche la Francia con Monroe. A 17 anni la sua ‘Regarde’ ha convinto.
L’Australia schiera Delta Goodrem nei panni di una Barbie/Wonder Woman moderna. Con Eclipse ha chiuso il pezzo in acrobazia, sollevata da una piattaforma nascosta nel suo pianoforte dorato, senza mai smettere di cantare.
Potrebbe stravolgere i piani perfino la Danimarca con Søren Torpegaard Lund e Før vi går hjem, brano che ha convinto per intensità e presenza scenica. E poi c’è l’Ucraina che intona con Leléka, il brano Ridnym, un inno alla resistenza e alla speranza.
Domani sera voteranno pubblico e giurie dei vari paesi. Che vinca il migliore!
