Il Governo ha deciso di fermare per un periodo la libera circolazione prevista da Schengen nei collegamenti via mare e via aerea con la Spagna. Per un mese salta la libera circolazione, riattivando i controlli alle frontiere.

Ad annunciarlo è Palazzo Chigi: dal prossimo weekend in porti e aeroporti italiani la polizia di frontiera effettuerà verifiche “mirate e selettive” sui cittadini di Paesi terzi in arrivo dalla penisola iberica. Spagnoli ed europei non subiranno rallentamenti. Per chi parte dall’Italia verso la Spagna invece non cambia nulla.

Il motivo: l’emergenza Ceuta. Alla base della scelta ci sono le immagini dell’assalto di migliaia di migranti nell’enclave spagnola in Marocco.

Lo spiega direttamente la premier Giorgia Meloni con un post sui social: verranno reintrodotti i controlli in porti e aeroporti.

“Una misura straordinaria per la sicurezza”
Secondo quanto spiegato dalla presidente del Consiglio, si tratta di un provvedimento “straordinario, adottato per tutelare la sicurezza nazionale e prevenire possibili ripercussioni per la nostra Nazione”.

La sospensione non sarà permanente. “La misura sarà mantenuta in vigore solo per il tempo necessario, con particolare attenzione a limitare qualsiasi impatto sui flussi turistici estivi”, scrive Meloni.

L’Italia pronta a sostenere Madrid in sede Ue
Nel messaggio la premier chiarisce anche la posizione internazionale dell’Italia.
“Parallelamente, l’Italia è pronta a sostenere ogni iniziativa europea di supporto alle istituzioni spagnole necessaria per ristabilire il pieno controllo delle frontiere esterne dell’Unione e affrontare con determinazione la situazione in corso”.

La linea del governo: confini e contrasto al traffico di esseri umani
La chiusura del post è chiara: “Difendere i confini significa difendere la sicurezza dei cittadini, contrastare l’immigrazione irregolare e colpire le reti criminali che trafficano esseri umani”.

La misura è stata firmata dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che ha coordinato anche un rafforzamento dei controlli al confine con la Francia. Non è la prima volta: tre anni fa lo stesso schema fu usato con la Slovenia per la rotta balcanica.

La reazione di Madrid e Bruxelles
La mossa innesca subito una frizione diplomatica. Da Madrid il premier Pedro Sanchez replica duro: “Solidarietà ed empatia sono opzionali, il rispetto dei Trattati Ue no”. E cita i dati Frontex: tra il 2021 e il 2026 l’Italia è stata la prima porta d’ingresso per gli irregolari, con 478.600 arrivi.

Anche l’Ue prende le distanze. Da Bruxelles definiscono “inaccettabile” quanto accaduto a Ceuta, ma sottolineano che “non risultano flussi” dall’enclave verso l’Italia. “L’Italia ci deve spiegare in che modo la crisi di Ceuta rappresenta una minaccia per la sicurezza”, fa sapere un portavoce.