Il bikini si ferma, la posa continua: Elodie, Arisa e Shaila Gatta raccontano l’estate senza regole

Dimenticate per un attimo la domanda su quale sia il bikini più trendy dell’estate. La domanda, nel 2026, sembra essere un’altra: serve davvero indossarlo tutto? Sui social la moda balneare si sta prendendo una libertà che qualche anno fa sarebbe sembrata più audace: il costume non è più necessariamente il protagonista della fotografia. A volte rimane sullo sfondo, altre volte diventa un dettaglio, altre ancora lascia spazio alla pelle e alla posa. E tra le protagoniste di questo nuovo immaginario ci sono Elodie, Arisa e Shaila Gatta. Tre donne, tre stili, tre modi completamente differenti di stare davanti a una macchina fotografica. Ma con una cosa in comune: nessuna sembra avere voglia di farsi spiegare come dovrebbe essere una fotografia d’estate. Per decenni la fotografia estiva ha avuto un copione quasi obbligatorio: bikini, sorriso, tramonto e mare sullo sfondo. Adesso quel copione è saltato.

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Elodie ha fatto della libertà estetica uno dei suoi marchi di fabbrica. La sua forza sta soprattutto nell’attitudine: non è il costume a rendere interessante la fotografia, è la persona che lo indossa — o che decide di non indossarlo. Arisa, invece, continua a sorprendere proprio perché non ha mai accettato di essere racchiusa in un’immagine definitiva. La sua evoluzione estetica passa anche dalla capacità di giocare con il proprio corpo e con la propria femminilità senza dover mantenere sempre lo stesso personaggio. La regola è una sola: non avere regole. Con Shaila Gatta il discorso cambia ancora. Per una ballerina, il corpo non è semplicemente qualcosa da mostrare: è uno strumento con cui comunicare. Una linea della schiena, una gamba, una postura possono diventare parte della narrazione. Ecco perché una posa senza reggiseno può essere letta anche come una scelta fotografica. Bisogna guardare la composizione dell’immagine. Forse il vero trend non è il topless. E anche il posare senza reggiseno entra in questa grande zona grigia della moda estiva: una scelta personale trasformata in linguaggio visivo.