Tra allenamenti e partite, la pallavolista racconta il rapporto con i suoi capelli e l’importanza di dedicare tempo alla cura di sé
Tra allenamenti, partite e giornate dai ritmi serrati, Ekaterina Antropova conosce bene le esigenze di una vita vissuta sempre in movimento. Anche i capelli risentono dell’attività sportiva e per questo la loro cura diventa una parte della quotidianità, dalla detersione allo styling, fino a quei piccoli gesti che aiutano a mantenerli morbidi, luminosi e ordinati.
«Per me è importante sentirmi bene e sicura anche attraverso i miei capelli. Quando entro in campo voglio potermi concentrare solo sulla partita, senza dover pensare a loro», racconta Ekaterina.
È in questo equilibrio tra sport e tempo per sé che si inserisce il nuovo percorso della pallavolista come Brand Ambassador JOICO. Una collaborazione che accompagna la sua beauty routine attraverso una selezione di prodotti dedicati alla cura e allo styling, pensati per rispondere alle esigenze di capelli sottoposti quotidianamente a calore, movimento e stress esterni.
Tra i prodotti scelti c’è Dream Blowout Glass, uno spray termoattivato che protegge i capelli dal calore e aiuta a contrastare crespo e umidità, lasciando le lunghezze morbide e luminose. Per dare corpo allo styling c’è invece JoiWhip Design Foam, una mousse leggera che dona volume senza appesantire e contribuisce a mantenere i capelli disciplinati e brillanti.
La routine comprende anche Defy Damage Protective Shield, uno spray multifunzionale pensato per proteggere la fibra capillare dal calore, dai raggi UV e dagli agenti esterni, e Defy Damage Sleepover, un trattamento notturno dedicato alla cura dei capelli durante le ore di riposo.
Per Antropova la cura dei capelli diventa così un momento che si inserisce naturalmente nella giornata, senza aggiungere complessità a una vita già scandita da impegni e prestazioni. Un gesto quotidiano che parte dalla necessità di sentirsi bene e arriva fino al campo, dove sicurezza e concentrazione diventano parte della stessa routine.




