Cosa sta accadendo
Ieri sera, in serata, una nota di Palazzo Chigi chiarisce la linea del governo: la premier esprime “apprezzamento” per le dimissioni del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e della capa di Gabinetto Giusi Bartolozzi, ringraziandoli per l’impegno dimostrato. Allo stesso tempo, viene indicata una direzione precisa anche per il Ministero del Turismo: si auspica che Daniela Santanchè segua “la stessa sensibilità istituzionale”.
Dalle opposizioni arriva una lettura netta della situazione. Secondo Maria Elena Boschi, la ministra avrebbe ormai “perso la fiducia” e dovrebbe lasciare l’incarico, motivo per cui Italia Viva ha annunciato una mozione di sfiducia.
Le dimissioni si inseriscono in un quadro più ampio, segnato dal risultato del referendum sulla giustizia, che ha innescato una serie di conseguenze politiche. Nel corso della giornata si erano rincorse voci su possibili passi indietro, fino alla conferma ufficiale arrivata in serata, accompagnata da una presa di posizione chiara anche nei confronti di Santanchè.
Alla base della decisione, una serie di riunioni mattutine volte a dare una risposta politica forte al voto popolare. Delmastro, nel motivare la sua scelta, ha parlato di “responsabilità” e di una “leggerezza” commessa, pur rivendicando il proprio operato contro la criminalità.
Le vicende che hanno coinvolto i protagonisti restano al centro del dibattito pubblico: da un lato le polemiche sulle dichiarazioni di Bartolozzi, dall’altro il caso legato alle attività imprenditoriali di Delmastro e le inchieste che riguardano Santanchè.
Dura la reazione delle opposizioni, che parlano di dimissioni “tardive ma inevitabili” e accusano il governo di aver agito solo dopo il responso delle urne. Secondo alcuni esponenti, il voto degli italiani avrebbe di fatto determinato un cambio di rotta, mentre altri chiedono chiarimenti immediati in Parlamento per comprendere cosa abbia portato, in poche ore, a questa svolta.




