Le parole in una lunga intervista
Dori Ghezzi ha ripercorso, in un’intervista a Corriere della Sera, alcuni dei momenti più significativi della sua vita artistica e privata, soffermandosi soprattutto sul legame con Fabrizio De André. Tra i ricordi più curiosi c’è quello del gallo di casa, che non cantava mai prima di mezzogiorno, quasi rispettasse i ritmi notturni del cantautore. Per la sua voce roca lo avevano soprannominato Vasco, e Vasco Rossi, quando ne venne a conoscenza, ne fu molto divertito.
Ripensando agli inizi della carriera, Ghezzi ha raccontato di aver accettato il Casatschok senza immaginare che la musica sarebbe diventata il suo mestiere. Ha inoltre chiarito che con Wess esistette soltanto un rapporto di amicizia, nonostante il successo di Un corpo e un’anima avesse alimentato molte voci.
L’incontro con De André avvenne nel 1974 grazie a Cristiano Malgioglio. Dopo una prima conoscenza fugace alcuni anni prima, tra i due nacque subito un’intesa speciale. «Fu come se ci conoscessimo da sempre», ha ricordato. Pochi giorni dopo iniziò una storia destinata a durare venticinque anni. Durante una festa di compleanno, De André arrivò perfino a dichiarare che, se avesse dovuto scrivere una canzone per qualcun altro, l’avrebbe scritta per lei.
Ghezzi ha spiegato che amare Fabrizio non era difficile perché era una persona unica e che, nonostante gli avvertimenti degli amici, credette fin dall’inizio nella loro relazione. In seguito lui stesso avrebbe confessato: «Senza di lei sarei morto in una soffitta da alcolizzato».
Il trasferimento in Sardegna non rappresentò mai un problema. La loro casa era spesso frequentata da amici e artisti, ma nel 1979 la serenità venne sconvolta dal rapimento che li tenne prigionieri per quattro mesi. Dori ha raccontato che, dopo la paura iniziale, si instaurò persino un dialogo con i sequestratori, che nei suoi confronti mantennero sempre un atteggiamento rispettoso.
Parlando della vita insieme, ha descritto il loro come un rapporto autentico, fatto di complicità ma anche di confronti e litigi. Il matrimonio, celebrato nel 1989, arrivò senza particolari formalità, quasi naturalmente.
Infine ha ricordato con dolore la malattia che portò alla morte di De André, sottolineando quanto il fumo avesse inciso sulla sua salute. Alla domanda se fossero stati davvero “un corpo e un’anima”, Ghezzi ha risposto che erano due persone diverse e indipendenti, ma indispensabili l’una all’altra.




