MILANO – Nel cuore della Milano Fashion Week, la moda diventa anche occasione di riflessione sui diritti, sulla libertà e sulla dignità delle donne. È questo il filo conduttore di “Donne: la libertà è sempre di moda”, l’iniziativa organizzata dal Milton Friedman Institute, in programma venerdì 25 settembre 2026 al Centro Congressi Assolombarda, in via Pantano 9.
Una giornata che porta al centro del dibattito una questione di portata internazionale: la condizione delle donne nei contesti segnati da violenza, repressione, persecuzioni ed estremismo. A Milano arriveranno testimonianze dirette ed esclusive di donne che hanno vissuto sulla propria pelle queste realtà e che, in alcuni casi, non si erano mai esposte pubblicamente in Italia. Le loro voci provengono dall’Iran, dalla comunità yazida dell’Iraq, dall’Afghanistan e da altri Paesi e territori del Medio Oriente.
L’appuntamento prenderà il via alle 13.30 con l’ingresso e l’accreditamento degli ospiti. Alle 14 sono previsti i saluti istituzionali, quindi alle 14.30 inizierà il primo panel, “Donne che lottano per la libertà”, dedicato alle testimonianze delle protagoniste provenienti da diverse aree del mondo.
Alle 15.30 il confronto si concentrerà sul tema “7 ottobre: la violenza contro le donne come strumento di terrore”, con un approfondimento sulla violenza di genere nel contesto dell’attacco del 7 ottobre e sulle accuse relative all’utilizzo della violenza contro le donne come strumento di intimidazione e terrore da parte di Hamas.
Alle 16.30 sarà la volta di “Donne e sicurezza: diritti universali”, un confronto politico e istituzionale dedicato alla protezione delle donne, alla prevenzione della violenza e al contrasto dell’estremismo in Europa. Un tema che intreccia sicurezza, libertà individuali e tutela dei diritti fondamentali.
La moda tornerà quindi protagonista alle 17.30 con “Donne, moda e libertà”, un panel dedicato al rapporto tra identità, autodeterminazione, libertà, moda e cultura. Una prospettiva che vuole superare l’idea della moda come semplice fenomeno estetico per affrontarla anche come forma di espressione personale e culturale.
Le conclusioni sono previste alle 18.40.
L’iniziativa riunirà rappresentanti delle istituzioni e della politica, esponenti della società civile, giornalisti e operatori dei media, insieme a protagonisti del mondo della moda e della cultura. Al centro, soprattutto, le testimonianze di donne chiamate a raccontare esperienze che raramente trovano spazio nel dibattito pubblico.
Il messaggio che attraversa l’intera giornata è netto: libertà, dignità, sicurezza e diritti delle donne non sono valori negoziabili né legati a una specifica cultura o area geografica, ma principi universali. E proprio Milano, capitale internazionale della moda e città simbolo di creatività e innovazione, diventa il luogo nel quale discutere di una libertà che, prima ancora di essere una tendenza, è un diritto.




