È una promessa choc quella con cui Donald Trump prova a ribaltare i sondaggi e blindare il Congresso repubblicano a Dallas. “Fateci completare ciò che abbiamo iniziato e ogni cittadino riceverà un ‘dividendo Trump’ da 5mila dollari”.
Dal palco della convention repubblicana in Texas, il presidente parla per quasi due ore e trasforma le elezioni di metà mandato – previste tra 55 giorni – nel voto “più importante della nostra storia”. L’appello è diretto: “Fate finta che ci sia il mio nome sulla scheda”.
Il racconto del suo mandato è trionfale: “I due anni migliori di sempre alla Casa Bianca”, frontiere messe in sicurezza e “migliaia di miliardi” incassati grazie ai dazi, “la mia parola preferita”. Lo scenario se vincessero i democratici, invece, è apocalittico: perdita di confini, tagli fiscali, sicurezza e ricchezza. “Il Paese vivrebbe un inferno come due anni fa”, con riferimento all’era Biden.
La misura simbolo è il dividendo: 5.000 dollari per ogni adulto, da spendere solo negli Stati Uniti, sul modello degli utili distribuiti dalle grandi aziende agli azionisti. Condizione per erogarlo: la vittoria dei repubblicani a Camera e Senato.
“Se vinciamo noi, lasceremo il resto del mondo a mangiare la nostra polvere per generazioni”, dice strappando l’applauso più lungo della platea.
Poi il tour elettorale sono 35 gli Stati in bilico da girare, a partire di nuovo dal Texas per sostenere Ken Paxton nella corsa al Senato.
E a partire da Dallas il tycoon sgancia, in discorso, i suoi cavalli di battaglia: “Ho vinto la presidenza tre volte”, includendo 2016, 2020 e 2024; senza trascurare la rivendicazione sull’Iran: “Senza il raid dei nostri B-2 ora avrebbe l’atomica”.




