Quando la cronaca irrompe così, all’improvviso, lasciando sgomenti, le divisioni scompaiono. La notizia di Alessandro Di Battista ricoverato d’urgenza a Cuba ha unito tutto l’arco parlamentare, da destra a sinistra, in un abbraccio trasversale fatto di apprensione e affetto. Sotto choc, soprattutto, la sua comunità: quella del Movimento 5 Stelle.

Il racconto di quelle ore: le emicranie ignorate e la visita al Che

Come ha ricostruito Peter Gomez su IlFattoQuotidiano.it, Dibba era arrivato sull’isola il 22 agosto, per girare la nuova serie di reportage La polvere del mondo per Il Fatto e TvLoft.

Da giorni, però, accusava forti e insistenti mal di testa. All’inizio non ci aveva dato peso, attribuendo tutto allo stress accumulato. Nonostante il dolore, venerdì si era messo in viaggio verso Santa Clara, per visitare il mausoleo del Che Guevara, dove le sue condizioni si sarebbero aggravate.

Il Fatto precisa che oltre alle emicranie, Di Battista provava spossatezza e rallentamento. Un amico che era con lui a Cuba e la sorella, contattata dall’Italia, lo hanno spinto al controllo medico che ha poi disposto il ricovero immediato venerdì sera.

Nella tarda serata di ieri Dibba è stato trasferito in ambulanza da Santa Clara a un ospedale specializzato de L’Avana per approfondimenti neurologici. Pare sia rimasto sempre cosciente, anche se il quadro clinico resta delicato.

Conte: “Senza parole, prego per lui”

“La notizia mi ha lasciato senza parole. Tutta la comunità 5 Stelle è rimasta sgomenta”, ha detto il leader M5S Giuseppe Conte. “Da credente, prego perché la situazione migliori e arrivino presto buone notizie”.

Gli fanno eco i capigruppo di Camera e Senato Riccardo Ricciardi e Luca Pirondini: “Siamo increduli e preoccupati”.

L’abbraccio bipartisan: da Schlein a Tajani

Ma la vicinanza va ben oltre il Movimento. Dalla segretaria dem Elly Schlein, che parla di “apprensione e dolore” ed esprime solidarietà alla famiglia, ai leader di Avs Bonelli e Fratoianni, fino a Riccardo Magi di +Europa.

Sui social imperversa un unico messaggio, “Forza Ale!”, scritto da chi con lui ha condiviso battaglie: Chiara Appendino, Luigi Di Maio, Laura Castelli. Tocca il cuore il post della vicepresidente M5S: “Tu che sei stato il mio faro nel buio quando pensavo non ci fosse più luce per il Paese, sai che c’è ancora tanto bisogno di combattere in un mondo arido di idee e di coraggio”. E poi ci sono gli avversari di sempre.

Da Fratelli d’Italia alla Lega e Noi Moderati, tutto il centrodestra si è stretto intorno a lui. Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani: “Prego per la sua salute, sono vicino ai suoi cari e alla comunità che rappresenta”.

Da Azione, Maria Elena Boschi e Raffaella Paita: “Davanti a notizie così, ogni distanza politica va in secondo piano”. Dal Pd Filippo Sensi: “Daje tutta, ti vogliamo in forze per combattere per le tue idee”. E dal vicepresidente della Camera di FI Giorgio Mulé: “Ogni cazzotto che ci siamo dati in tv diventi per te una carezza”.

Un affetto corale che arriva anche dal mondo dello spettacolo, da Fiorella Mannoia a Pablo Trincia. In un tempo di scontro permanente, la vicenda di Dibba ricorda che la politica, quando serve, sa tornare ad essere umana.