L’aula di Palazzo Madama ha messo il punto finale. Il Decreto Lavoro è ora legge dello Stato: il Senato ha rinnovato la fiducia al governo con 94 voti favorevoli, 61 contrari e 2 astensioni. Via libera definitivo al testo che introduce regole urgenti su retribuzioni, occupazione e piattaforme digitali.
Il provvedimento punta su 3 assi: retribuzione adeguata, aiuti per chi assume e contrasto allo sfruttamento dei rider. Le norme hanno una dote di 934 milioni per i bonus alle assunzioni fino al 31 dicembre. I fondi vanno a giovani, donne in difficoltà, disoccupati nelle aree Zes e alle trasformazioni da contratto a tempo a contratto stabile.
“La misura non è ingiusta. È la scelta giusta, al momento giusto. Una base per fare ancora meglio” ha dichiarato la ministra del Lavoro Elvira Calderone.
Le novità in breve
1. Retribuzione equa
La paga base si fissa con i contratti collettivi nazionali firmati dai sindacati e dalle associazioni datoriali più rappresentative. Si prende come riferimento il Trattamento Economico Complessivo, il Tec. Per i contratti “minori” il Tec non può scendere sotto quello dei Ccnl principali.
2. Cos’è il Tec
Nel calcolo entrano tutte le voci fisse e continuative: stipendio base, indennità, tredicesima, parte differita, welfare contrattuale e altri benefit economici previsti dai contratti.
3. Bonus per chi assume
Solo chi garantisce la paga equa può accedere agli incentivi.
• Donne svantaggiate: esonero contributi 100% fino a 650€ al mese per 24 mesi. Sale a 800€ se assunte in Zes.
• Under 35: tetto a 500€ mensili, 650€ in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna, Marche e Umbria.
• Altri disoccupati in Zes: 650€ al mese di sgravio.
4. Rinnovi contratti scaduti
Se il contratto non viene rinnovato entro 9 mesi dalla scadenza, scatta un aumento automatico pari al 50% dell’inflazione Ipca senza energia importata. Vale solo per i contratti che scadono dopo l’entrata in vigore della legge.
5. Piattaforme e rider
In attesa della direttiva Ue, le norme anti-caporalato digitale riguardano per ora solo i ciclofattorini. Obbligo di accesso con Spid, Cie o Carta nazionale dei servizi. Vietato cedere l’account. Una persona = un solo account. La piattaforma non può assegnare turni impossibili da rispettare. Sanzioni da 1.000 a 1.500 euro.
6. Presunzione di subordinazione
Il rapporto di lavoro si considera subordinato se ci sono poteri di direzione e controllo, anche tramite algoritmi o sistemi automatici. L’azienda deve dimostrare il contrario.
7. Tirocini
Durata massima 12 mesi nello stesso gruppo di imprese.
Con il sì del Senato, il Decreto Lavoro entra a pieno regime. L’obiettivo dichiarato è tutelare chi lavora, premiare chi assume in regola e mettere paletti chiari al lavoro sulle app.




