Un nuovo fronte si apre sulla riforma della caccia. E arriva da dentro la maggioranza.

Accanto ad opposizioni e ambientalisti già compatti, che da giorni inondano i parlamentari di mail, si aggiunge ora Forza Italia. Nel partito nato con Silvio Berlusconi crescono i dissensi. A farsene portavoce è Rita Dalla Chiesa, deputata e responsabile nazionale del dipartimento Benessere animale di FI.

Lo fa anche con un post pubblico. Dalla Chiesa sui suoi social condivide il messaggio di Licia Colò a difesa degli animali, asserendo di condividere “ogni singola parola” e “l’amarezza”. Poi va dritta al punto: “Quando il provvedimento passerà alla Camera io ci sarò per cercare di bloccarlo. Spero di non essere sola”.

Un annuncio che pesa. Perché rivendica di parlare “a titolo personale”, ma lo fa dal suo doppio ruolo istituzionale: parlamentare e responsabile FI per il benessere animale. E perché tira in ballo l’eredità di Berlusconi: “Forza Italia è stata fondata da un uomo che amava profondamente gli animali”.

“Il disegno di legge così com’è non va assolutamente bene – aveva già detto giorni fa – Non capisco che senso abbia allargare le maglie per consentire l’attività venatoria in più aree e per più tempo, anziché restringerle”.

Parole che suonano come un mezzo ripensamento del partito. E che fanno sperare Avs. Il Pd incalza: “Le buone intenzioni si misurano nei fatti e nei voti”.

Gli alleati per ora abbassano i toni. “Vedremo, ma per ora non ho motivo di pensare che la maggioranza si spaccherà”, taglia corto Maria Cristina Caretta di FdI.

Il testo in discussione però è caldo. Aumenta le specie cacciabili, allarga le aree e i calendari venatori. Ha già ricevuto osservazioni dalla Commissione europea per possibili contrasti con le direttive “Uccelli” e “Habitat”. Dubbi sono arrivati anche dal Quirinale e persino dal Vaticano.

Chi lo difende cita l’agricoltura: serve tutelare i campi dai danni dei cinghiali e ridurre gli incidenti stradali causati dalla fauna selvatica.

La partita ora è alla Camera, dopo l’ok del Senato arrivato dopo un anno. Da martedì partono le audizioni in commissione Agricoltura. Dal 16 luglio scatta il termine per gli emendamenti. E FI annuncia i suoi.

“Ne presenteremo – conferma Dalla Chiesa – Sono convinta che la legge vada corretta”. E non è sola: “Dentro FI siamo in tanti a pensarla così. Contiamo 6-7 deputati pronti a migliorare il testo”.

I punti più contestati: i richiami vivi usati come esche e l’estensione delle zone di caccia, magari delegate alle Regioni. Temi scomodi nell’ultimo anno di legislatura. C’è chi in FI spera nella libertà di coscienza al voto e chi punta a far allungare i tempi fino alla decadenza.

Dall’altra parte, FdI e Lega spingono. “Questa è una legge a favore dell’agricoltura, non della caccia”, sottolinea Laura Cavandoli della Lega, relatrice insieme a FI e FdI. Serve, dice, anche per proteggere le specie autoctone dalle invasive. L’ultima legge sulla caccia è del 1992.

Il centrodestra ora deve trovare una quadra. Forza Italia avrebbe deciso: non voterà a scatola chiusa.