La confessione
Eloisa Siclari, ingegnera formata al Politecnico di Torino e oggi CEO per il Sud Europa di Zalando, racconta a Corriere della Sera una carriera costruita all’estero e uno sguardo critico sull’Italia.
«Quando torno per lavoro, alcuni colleghi mi vedono ancora come una ragazzina», spiega. «A Berlino, invece, è normale vedere quarantenni – e molte donne – in ruoli apicali».
Secondo Siclari, il problema è culturale: «In Italia siamo ancora in ritardo nel valorizzare i giovani, e di conseguenza anche le donne». Una condizione che, ammette, avrebbe probabilmente limitato la sua crescita se fosse rimasta a Torino.
Il suo percorso parte proprio dal capoluogo piemontese: «Ho studiato ingegneria gestionale al Politecnico di Torino pensando all’industria automotive.Una laurea al Politecnico di Torino in Europa vale oro, è un segno distintivo».
E aggiunge: «Il supporto della Fondazione CRT è stato un ulteriore certificato di eccellenza. Non credo avrei potuto ricevere una formazione migliore».
Eppure, sottolinea, spesso i talenti devono partire: «Per sbocciare, molti sono costretti a fare le valigie».
Dopo gli inizi in Procter & Gamble, costruisce un profilo completo: «Ho unito competenze ingegneristiche e marketing, arrivando anche a lavorare su campagne pubblicitarie importanti».
Il passaggio a Zalando segna la svolta: «L’aspetto tecnologico è sempre stato centrale. L’azienda utilizzava l’intelligenza artificiale prima che diventasse un paradigma diffuso».
E sottolinea un dato significativo: «Ai vertici siamo quasi tutti sotto i 40-50 anni».
Oggi Siclari guida lo sviluppo di un modello di consumo sempre più personalizzato: «Il canale d’acquisto diventa qualcosa di personale, quasi identitario».
Nonostante la carriera internazionale, il legame con Torino resta forte: «Amo la mia città e la mia regione».
Ma resta realista: «È difficile trovare in Italia ruoli come il mio affidati a quarantenni».
E conclude con una riflessione implicita ma chiara: il talento italiano c’è, ma troppo spesso deve crescere altrove per essere riconosciuto davvero.




