Super ospite dal rapper

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è protagonista di una puntata speciale di Pulp Podcast, registrata eccezionalmente a Roma e disponibile dal 19 marzo alle 13. Nel confronto con Fedez e Mr. Marra, la premier affronta alcuni dei temi centrali del dibattito politico e internazionale: dalla riforma della giustizia al conflitto in Medio Oriente, fino al rapporto tra Europa e Stati Uniti.

Sul referendum, Meloni invita a non trasformarlo in un giudizio sul governo: secondo la premier, il voto dovrebbe concentrarsi sul merito della riforma e non diventare uno strumento di scontro politico. Tra i punti difesi, la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, ritenuta fondamentale per garantire maggiore imparzialità. Ha inoltre chiarito che la selezione dei membri laici degli organi di autogoverno della magistratura dovrà passare da una maggioranza qualificata, coinvolgendo anche le opposizioni.

Meloni ha poi escluso dimissioni in caso di vittoria del “No”, ribadendo la volontà di portare a termine il mandato. E, in caso di esito favorevole alla riforma, ha anticipato l’intenzione di introdurre norme per limitare il passaggio diretto tra politica e magistratura, rafforzando l’autonomia del sistema.

Nel corso dell’intervista si è parlato anche di sicurezza, con un passaggio sull’articolo 31 della legge dedicata ai servizi segreti: la premier ha spiegato che si tratta di un aggiornamento di strumenti già esistenti, necessario per affrontare minacce come il terrorismo, e comunque sottoposto a controlli istituzionali.

La guerra in Medio Oriente

Ampio spazio anche alla politica estera. Meloni ha chiarito che l’Italia non prenderà parte ad azioni militari contro Iran, sottolineando invece l’impegno per una de-escalation nella crisi in Medio Oriente. Ha poi evidenziato una più ampia difficoltà del sistema internazionale, parlando di un indebolimento delle istituzioni globali come le Nazioni Unite.

Infine, sul rapporto tra Europa e Stati Uniti, la presidente del Consiglio ha richiamato la necessità di rafforzare l’autonomia strategica europea, soprattutto in ambiti come difesa, energia e materie prime, per ridurre dipendenze che negli ultimi anni si sono rivelate critiche.