L’attrice di ‘Un medico in famiglia’ risponde agli haters. Tra maternità, yoga e una lezione di autenticità, Margot Sikabonyi commenta le numerose critiche social relative alle rughe con cui è comparsa in primo piano, senza filtri, senza trucco, né una posa studiata.
Margot si è mostrata così com’è sui social e il web si è diviso. Il risultato? Una valanga di commenti. Molti di supporto, altri di critica, soprattutto da parte di donne. Per aver mostrato le rughe, per non aver “corretto” nulla.
La risposta: “È la tela della mia vita”
Margot non è rimasta in silenzio. Ha risposto a tono, senza aggressività ma con fermezza.
“Il mio viso è una splendida tela di 43 anni di vita”.
E poi ha raccontato cosa significano per lei le rughe di espressione. Ha parlato dei tre figli, delle sveglie all’alba, delle notti in bianco soprattutto con l’ultimo arrivato, nato da poco. Della fatica di crescere una famiglia, del lavoro, delle giornate piene.
Ha raccontato anche di sé, della ricerca interiore fatta con lo yoga, delle domande che si fa, dell’introspezione.
“Mi stupisce che a criticarmi siano tante donne. Ma onestamente non mi tocca” – ha concluso – “A me non frega niente di come mi vedono i vostri occhi”.
Il giorno dopo: anche la solidarietà
Ben 24 ore dopo lo sfogo, Margot è tornata online. Questa volta per ringraziare.
Ha commentato i tanti messaggi di sostegno arrivati dopo la sua risposta: donne, mamme, colleghe che si sono riconosciute nelle sue parole. Una solidarietà che, a suo dire, vale più di mille commenti negativi.
Un corpo, una storia
Il caso Sikabonyi riapre un tema vecchio ma sempre attuale: l’età delle donne sotto i riflettori.
Mostrare le rughe oggi sembra ancora un atto di coraggio. Come se un volto segnato fosse una colpa, invece che il racconto di una vita.
Margot ha scelto l’opposto. Ha deciso di non nascondere le notti insonni, la stanchezza, la maternità, gli anni. Ha scelto di chiamarle “meravigliosa tela”. E forse è proprio questo a infastidire: una donna di 43 anni che non chiede scusa per il tempo che è passato, ma che intende valorizzarlo raccontando le normali stagioni della vita.




