Le parole dell’astronauta
L’Europa deve smettere di essere una semplice osservatrice e diventare protagonista delle missioni spaziali. È questo il messaggio lanciato dall’astronauta italiana Samantha Cristoforetti, che invita le istituzioni europee a considerare lo spazio un settore strategico su cui investire maggiormente, sia in termini di risorse sia di visione politica.
In un’intervista esclusiva a Repubblica, Cristoforetti sostiene che l’esplorazione spaziale debba entrare a far parte dell’identità europea. In caso contrario, il continente rischia di ritrovarsi in una posizione marginale, schiacciato tra le ambizioni delle due grandi potenze del settore, Stati Uniti e Cina. Un concetto che l’astronauta ha espresso con forza anche durante un recente intervento all’Ambasciata italiana di Berlino, concluso con un’immagine simbolica: due impronte sulla Luna, una americana e una cinese, mentre l’Europa resta assente. Un avvertimento sul futuro che potrebbe attenderla.
Sottotitolo
“Su Marte non vedremo astronauti nei prossimi quindici anni. La prossima grande tappa sarà il ritorno sulla Luna”
Intervistata da Eugenio Alzetta il 20 marzo 2026, Cristoforetti ha commentato anche le recenti scelte della NASA. Sebbene l’amministrazione statunitense abbia ridotto l’entità dei tagli al bilancio dell’agenzia spaziale, il nuovo amministratore, Jared Isaacman, ha ribadito la volontà di rafforzare la leadership americana nello spazio.
Secondo Cristoforetti, Isaacman non è un politico ma un imprenditore animato da una profonda passione per l’esplorazione spaziale. La sua esperienza diretta nello spazio, culminata con la prima passeggiata spaziale effettuata da un cittadino privato, testimonia questa visione. Con il programma “Ignition”, ha inoltre impresso una forte accelerazione ai progetti di esplorazione umana.
Per l’Europa, però, questa nuova strategia comporta alcune criticità. Gli Stati Uniti stanno assumendo decisioni sempre più autonome, con conseguenze dirette sui programmi internazionali. Dopo la cancellazione della missione congiunta di recupero dei campioni marziani, è arrivata anche la sospensione del progetto Gateway, la futura stazione spaziale in orbita lunare alla quale l’Europa contribuiva con componenti fondamentali.
Cristoforetti osserva come investimenti industriali, tecnologici e scientifici costruiti nel corso di oltre un decennio possano essere messi in discussione da decisioni sulle quali i partner europei hanno un’influenza limitata. Resta comunque un esempio positivo di collaborazione: il modulo di servizio europeo della capsula Orion, elemento essenziale per le missioni che porteranno gli astronauti verso la Luna e che continuerà a svolgere un ruolo chiave almeno nel prossimo futuro.




