Le ultime

La Cina ha definito “inaccettabile” l’uccisione del capo della sicurezza iraniana Ali Larijani, attribuita a Israele, insieme ad altri leader, ribadendo la richiesta di un cessate il fuoco immediato. “Ci siamo sempre opposti all’uso della forza nelle relazioni internazionali. Le azioni volte ad assassinare leader iraniani e ad attaccare obiettivi civili sono ancora più inaccettabili”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Lin Jian, durante una conferenza stampa.

Pechino ha inoltre esortato gli Stati Uniti a “smettere di alimentare” la teoria della minaccia cinese, dopo un rapporto dell’intelligence americana secondo cui la Cina non avrebbe intenzione di invadere Taiwan il prossimo anno. “Gli Stati Uniti dovrebbero parlare e agire con cautela sulla questione di Taiwan”, ha affermato ancora Lin Jian, aggiungendo che Washington dovrebbe “correggere la propria visione della Cina e smettere di alimentare la teoria della minaccia cinese”.

Intanto, l’Arabia Saudita ha dichiarato di “riservarsi il diritto” di reagire militarmente contro l’Iran, accusato di colpire regolarmente il Paese con droni e missili. “Ci riserviamo il diritto di intraprendere azioni militari se necessario”, ha affermato il ministro degli Esteri saudita Faisal bin Farhan bin Abdullah, sottolineando che “il Regno non cederà alle pressioni; al contrario, tali pressioni si ritorceranno contro coloro che le esercitano”.

Infine, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato di distruggere il giacimento di gas iraniano South Pars nel caso in cui Teheran dovesse attaccare nuovamente l’impianto di gas naturale liquefatto di Ras Laffan, in Qatar. “Distruggeremo il giacimento di gas iraniano” se ci sarà un nuovo attacco, ha dichiarato