Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti agita lo spettro della recessione, se il conflitto in Iran non si arresterà.

Questa consapevolezza agita la stessa Giorgia Meloni che da giorni, insieme al ministro batte il tasto a Bruxelles sollecitando un “congelamento del Patto di Stabilità”. La mossa garantirebbe margini di manovra agli Stati con poco spazio fiscale come l’Italia, per varare interventi d’urgenza a tutela di imprese e nuclei familiari colpiti dai rincari.

La questione è delicata, anche perché Roma deve contemporaneamente trovare il modo di rispettare gli impegni assunti con la Nato aumentando la spesa militare per la Difesa, senza la quale sarebbe in gioco la stessa esistenza dell’Europa.
Lo stesso Giorgetti, giorni fa, aveva illustrato un “report” a colleghi e premier in un vertice dedicato, per impostare il nuovo Documento di finanza pubblica. Documento che si prepara con un’altra incognita: l’uscita, o meno, dell’Italia dalla procedura per deficit eccessivo.

L’ultima parola spetterà a Eurostat il 22 aprile. Solo dopo quella data, molto probabilmente, il governo approverà il testo che dovrà poi passare al vaglio del Parlamento, come avveniva con il vecchio Def.