Tiene banco il caso
Non si può dimenticare quanto accaduto a Le Constellation, nella notte di Capodanno. Intanto, come spiega Corriere, procedono le audizioni dei testimoni a ritmo serrato e le polemiche crescono: molti criticano il mancato arresto dei titolari del locale e la mancata dimissione del sindaco e del consiglio comunale.
Gli inquirenti hanno subito iniziato a sentire i vari testimoni, soccorritori e responsabili dei controlli sulla sicurezza. Ci vorrà comunque del tempo prima di riuscire a far luce sull’accaduto.
Il modo in cui la procuratrice cantonale Béatrice Pilloud sta conducendo le indagini sul più grave incidente della storia recente svizzera solleva polemiche.
«Non si abbandona la nave quando il mare è in tempesta», ha ripetuto il sindaco Nicolas Féraud.
Il primo cittadino Féraud ha ammesso che dal 2020 non erano stati eseguiti controlli regolari al locale di rue Centrale, eccezion fatta per due interventi su un maniglione antipanico nella veranda.
Le leggi in Svizzera
In Svizzera, ogni Cantone ha leggi antincendio proprie: nella maggior parte dei casi gestisce direttamente i controlli. Nel Vallese, invece, le verifiche spettano ai Comuni, e Crans-Montana le aveva delegate a una ditta privata che negli ultimi anni aveva ispezionato solo 40 esercizi pubblici su 1.430.
Se un ispettore fosse stato al Le Constellation, avrebbe forse notato che non si trattava di un semplice bar, ma di una discoteca che ospitava molte più persone delle 240 consentite dalla licenza.
Féraud ha dichiarato di non sapere che i controlli non fossero stati effettuati e che nel locale si ballasse. Per il Comune il locale era un semplice bar anche dopo la ristrutturazione del 2015.
I lavori avevano trasformato il piano interrato con pannelli fonoassorbenti al soffitto, così bassi che le scintille di una bottiglia di champagne festosamente portata in trionfo hanno scatenato l’incendio. Nessuno si era accorto della mancanza dell’impianto antincendio obbligatorio per i locali con musica.
Diversi giuristi ritengono che potrebbe essere chiamato a rispondere, per omissione, dei reati contestati ai titolari Jacques e Jessica Moretti (omicidio, lesioni e incendio colposi) e a pagare risarcimenti per decine di milioni di franchi.
Dalle testimonianze emerge inoltre che quella tragica sera anche minorenni sarebbero entrati liberamente nel locale dopo le 22, senza controlli, tramite una porta laterale protetta da codice PIN.
Ci sarebbe anche un video di sorveglianza in cui Jessica Moretti appare ustionata a un braccio mentre porta via la cassa, e il figlio secondo alcune ricostruzioni, avrebbe sfondato una delle vetrate in plastica della veranda esterna.




