Un bilancio lungo quattro anni. Il 22 ottobre 2022 Giorgia Meloni giurava sulla Costituzione. Il 22 ottobre 2026, dal palco del 62° Congresso Nazionale del Notariato a Roma, ha voluto ricordare quel giuramento.
Il passaggio centrale del suo bilancio, divulgato anche in un video social, ha la forma di patto: “Quattro anni fa, giurando sulla Costituzione, noi abbiamo firmato un patto, abbiamo fatto un po’ la stessa cosa; abbiamo firmato un contratto con gli italiani. In questi quattro anni, ogni giorno, abbiamo fatto del nostro meglio per rispettare quel contratto, costruire una Nazione più forte, più coesa, più prospera”.
Non è un caso che la sede scelta dell’intervento sia quella del Notariato. Meloni ha insistito su un concetto caro a entrambi: la certezza del diritto come precondizione della libertà economica.
Due i messaggi politici concreti: il governo sposa la proposta del Consiglio Nazionale del Notariato di creare un organismo autonomo per la gestione centralizzata dei dati anti-riciclaggio. Lo fa partendo da oltre il 90% delle segnalazioni di operazioni sospette in Italia arriva dai notai. Un segnale a Bruxelles, dove si discute il nuovo pacchetto antiriciclaggio europeo; e poi c’è l’uso dell’Intelligenza Artificiale legata al futuro delle professioni. Meloni mette in guardia sull’impatto dell’AI sulle professioni intellettuali. Il ragionamento: se l’AI può redigere un atto, chi ne garantisce la veridicità? Da qui la difesa del sigillo notarile, evocato come simbolo di “verità legale” contro la “verità artificiale”.
L’intervento non introduce misure nuove, ma consolida un asse. Da un lato l’esecutivo che cerca legittimazione nelle istituzioni di garanzia, dall’altro una categoria, quella dei notai, che chiede di non essere marginalizzata dalla digitalizzazione.




