La tensione tra Roma e Madrid non si placa. Anzi, sale di un altro gradino. A una settimana dall’ingresso di decine di migliaia di cittadini marocchini nell’enclave spagnola di Ceuta, il governo italiano ha deciso di bloccare per 30 giorni l’accordo di Schengen sui confini con la Spagna. Ora arriva la risposta di Sanchez come contromossa.

L’esecutivo spagnolo annuncia controlli a tappeto su chi arriva dall’Italia.
La nota del ministero dell’Interno è diretta: “La Spagna attiverà verifiche temporanee ai valichi per i viaggiatori in arrivo dall’Italia, come reazione alle stesse misure adottate da Roma dopo il forte afflusso migratorio a Ceuta”.

I controlli partiranno dalla mezzanotte di sabato e resteranno in piedi fino al 7 settembre. Porti e aeroporti inclusi. Proprio nel pieno dell’esodo di agosto. La motivazione? “La continua pressione migratoria irregolare che grava sull’Italia”. Tradotto in poche parole, la Spagna risponde all’Italia, colpo su colpo.

Roma non molla
Poche ore prima, Giorgia Meloni ha alzato il muro: “Non accettiamo diktat dall’estero”, soprattutto su temi come “sicurezza e gestione dei confini”. Poi l’affondo in vista della commemorazione di Marcinelle: “In Europa non ci deve essere spazio per chi sfrutta i flussi clandestini per avere manodopera a basso costo e abbassare i diritti”.

Niente passi indietro, almeno fino al 15 agosto. Palazzo Chigi lo dice chiaramente: la sospensione di Schengen resta finché non si avrà la certezza che non ci sarà un nuovo assalto.
E l’allarme c’è. Su social e sulle chat marocchine gira da giorni la data del 15 agosto come possibile nuovo tentativo di entrare in Europa da Ceuta e Melilla. Un rischio che le stesse autorità spagnole definiscono “attendibile”.

Dal governo italiano arriva anche la precisazione: “Nessun pregiudizio verso un Paese amico come la Spagna. Abbiamo già fatto scelte simili con la Slovenia”.

Madrid: “Decisione ingiusta e sbagliata”
Per la Spagna invece la mossa di Roma è “senza precedenti, ingiusta e contraria allo spirito europeo”. Secondo Madrid è una scelta “pretestuosa”, perché dei 72.000 arrivati a Ceuta, circa 70.000 sarebbero già rientrati in Marocco. E comunque, dicono gli spagnoli, da Ceuta non si può entrare liberamente in Schengen: l’enclave ha regole diverse.
Anche i numeri di Frontex fanno tremare il nostro Paese: l’Italia negli ultimi anni avrebbe registrato più ingressi irregolari di tutti, il doppio della Spagna. E dal 2022, accusa Madrid, Roma non rispetterebbe il Regolamento di Dublino, scaricando il peso sugli altri.

In Italia scoppia la lite 

L’ultimatum spagnolo riaccende anche il dibattito interno. Per Nicola Fratoianni la sospensione di Schengen è “propaganda per coprire altri problemi”.
Riccardo Magi parla di “mossa da bullo alla Trump che si è ritorta contro”.
Carlo Calenda la definisce “inutile, ridicola e fatta solo per i voti”.

In mezzo ci sono i cittadini. Mentre i governi si rispondono a distanza, a rimetterci sono i viaggiatori. Code, verifiche, ritardi proprio nelle settimane di vacanze.

Una “briga” che al momento non porta da nessuna parte. Solo a frontiere più strette e a toni più alti.