Il giudice di Milano non riconosce l’aggravante, estinto il reato di truffa semplice dopo il ritiro della querela del Codacons

Si chiude il capitolo giudiziario per Chiara Ferragni al centro del cosiddetto pandoro-gate. L’influencer è stata prosciolta al termine del processo abbreviato sui casi del Balocco Pink Christmas e delle uova di Pasqua Dolci Preziosi. Lo ha deciso il giudice della terza sezione penale di Milano, Ilio Mannucci Pacini, dopo aver escluso l’aggravante contestata dai pm relativa alla minorata difesa dei consumatori o utenti online, che avrebbe reso la truffa procedibile d’ufficio.

Il procedimento riguardava presunti messaggi ingannevoli pubblicati sui social, con cui Ferragni avrebbe promosso la vendita dei due dolci lasciando intendere che parte del ricavato sarebbe stata destinata a progetti di beneficenza. Il procuratore aggiunto Eugenio Fusco e il pm Cristian Barilli avevano chiesto per l’imprenditrice digitale una condanna a un anno e otto mesi senza attenuanti. La difesa ha sostenuto che non c’è stato alcun dolo da parte di Ferragni e ha chiesto l’assoluzione piena. Al termine dell’udienza l’influencer ha commentato emozionata ringraziando avvocati e follower.

L’estinzione del reato è stata possibile perché circa un anno fa il Codacons aveva ritirato la querela a seguito di un accordo risarcitorio con Ferragni. In assenza dell’aggravante, il reato è stato riqualificato in truffa semplice e dichiarato estinto. Il proscioglimento riguarda anche i coimputati Fabio Damato, ex collaboratore dell’influencer, e Francesco Cannillo, presidente di Cerealitalia, gruppo a cui fa capo Dolci Preziosi.

Con questa sentenza si chiude ufficialmente una vicenda giudiziaria che aveva acceso l’attenzione dei media sul rapporto tra influencer, promozioni commerciali e tutela dei consumatori, confermando l’assenza di responsabilità penale per Chiara Ferragni.