Si parla sempre del delitto di Chiara Poggi
Per tre volte Andrea Sempio – attualmente indagato per l’omicidio di Chiara Poggi – passò davanti a casa della 26enne il giorno del delitto. Lo mostrano una serie di fotografie scattate tra le 15.38 e le 16.14 da una fotografa dilettante.
Le immagini sono state pubblicate dalla youtuber Francesca Bugamelli sul canale Bugalalla Crime. Gli scatti, acquisiti nei giorni scorsi dalla procura di Pavia e dai carabinieri del Nucleo investigativo di Milano, immortalano le primissime ore di un caso destinato a diventare uno dei gialli più discussi d’Italia.
Nelle foto appare un giovane Andrea Sempio, 19 anni, al volante della Daewoo Lanos di famiglia mentre sembra dialogare con una giornalista. Poco dopo è accanto al padre, intento a parlare con due uomini non identificabili.
Le immagini, però, sollevano un interrogativo. Sempio aveva riferito di essere passato una prima volta senza fermarsi, di essere tornato perché incuriosito dalla “calca” e poi di essere passato una terza volta col padre. Una ricostruzione che, osserva Bugamelli, contrasta con ciò che mostrano le fotografie.
«Nei verbali indica l’orario corretto, ma descrive una folla che in realtà non si vede». Un dettaglio che riporta alla memoria quanto Sempio dichiarò un anno dopo il delitto, quando consegnò agli inquirenti il ticket del parcheggio.
Negli scatti compaiono anche le gemelle Cappa, cugine della vittima: vengono ritratte alle 15.54 mentre scendono dalla loro Smart scura e parlano con un uomo non identificato. In altre immagini, tra le 16.04 e le 16.14, si vede la madre delle gemelle, Maria Rosa Poggi, zia di Chiara, prima vicino alla sua auto e poi in conversazione con tre persone.
Per i legali di Sempio le fotografie rappresentano un tassello utile.
«Valutando anche i metadati, confermano ciò che Andrea ha sempre sostenuto», afferma l’avvocata Angela Taccia. Liborio Cataliotti aggiunge: «Speriamo che da qualche cellulare dell’epoca o da sistemi di registrazione possano emergere video che lo riprendano in arrivo alla piazza dove parcheggiò. Lo scontrino è vero e autentico. Facciamo appello perché saltino fuori altre immagini».
