Can Yaman parla del presunto arresto avvenuto in Turchia, ecco cosa è emerso dalle sue parole

C’è qualcosa in Can Yaman che sfugge alle definizioni rapide. Non è solo un volto, non è solo un corpo scolpito, non è nemmeno soltanto un attore di successo. Can Yaman è un movimento: entra in una stanza — reale o televisiva — e l’aria cambia pressione. È come se portasse con sé un vento del Bosforo, un miscuglio di eleganza antica e irruenza moderna, capace di spostare gli equilibri senza mai chiedere il permesso.

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L’attore intervistato da El Pais è tornato ad esporsi sul presunto arresto affermando: “Ero in vacanza per Natale, tre settimane di vacanza, e volevo tornare a Istanbul. Sapevo già che in Turchia la situazione era quella, che la polizia faceva quelle cose, mi avevano avvertito, ma nonostante gli avvertimenti ho voluto andare perché, perché no, non ho nulla da nascondere”. Poi aggiunto: “Mi sono divertito molto per tre settimane, ma doveva succedere qualcosa che cancellasse quella bella sensazione, qualcosa che la rovinasse. Altrimenti mi sarebbe quasi venuta voglia di restare lì, e non potevo permettermelo […]”.