Can Yaman e la parte più difficile del successo: sorprendere ancora. Parla l’attore direttamente dal set
Can Yaman non è più soltanto il volto di una serie di successo. La sua carriera si sta costruendo attraverso esperienze in Paesi diversi e attraverso ruoli che lo obbligano continuamente a ricominciare. Cambiano le produzioni, le lingue, i pubblici. E ogni volta bisogna dimostrare qualcosa.
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Tra le pagine del settimanale Chi in edicola dall’8 settembre, Can Yaman ha raccontato la sua nuova avventura sul set di “BRO” rivelando: «In Bro ho deciso di “autodistruggermi” accettando con piacere la parte di un avvocato sfacciato con la legge, un principe del foro, che, però, nella vita privata è impacciato, non ci sa fare con le donne». Inoltre parlando del rapporto con Giovanni Nasta ha rivelato: «Con Giovanni c’è una sintonia comica naturale», dice. Inoltre «avere un fratello di set mi fa conoscere una dinamica che nella vita reale, da figlio unico, non ho vissuto». Infine ha concluso spiegando cosa gli sta donando “BRO”: «tirare fuori un nuovo lato della mia personalità: finalmente mi misuro con la comicità».
La carriera di Can Yaman ha già avuto il suo momento della consacrazione. Continuare a crescere significa accettare di non avere sempre il controllo dell’immagine che gli altri hanno costruito di te. Significa permettere al pubblico di scoprire lati nuovi, anche a costo di perdere per qualche istante le certezze che hanno accompagnato il successo. Forse il futuro di Can Yaman non ha bisogno di un altro personaggio destinato a diventare un’icona. Ha bisogno di un personaggio che nessuno si aspetta. Perché il vero lusso, dopo essere diventato famoso, non è continuare a piacere a tutti. È riuscire ancora a sorprendere.




